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Carla Fendi

Addio a Carla Fendi, mecenate in equilibrio tra moda e arte

Si spegne all’età di 80 anni la Presidente della maison del lusso, Carla Fendi. Un’artista, una donna, con un unico grande amore: l’arte

Non poteva che essere la Chiesa degli Artisti del rione Campo Marzio, a Roma, ad ospitare per l’ultima volta Carla Fendi, ambasciatrice nel mondo della Moda e dell’artigianato “made in Italy”.

Centinaia gli artisti, gli stilisti, i pittori, gli scultori e le personalità dello spettacolo che hanno voluto salutarla con affetto e gratitudine durante i funerali, nella giornata di ieri.

Una donna unica nel panorama internazionale, da sempre impegnata nella promozione dell’arte in ogni sua forma ed espressione.

Scomparsa lo scorso 19 giugno a Roma, Carla Fendi era presidente della maison del lusso fondata nel 1925 dai genitori Edoardo e Adele Casangrande, e dell’omonima Fondazione. Insieme alle quattro sorelle aveva trasformato un piccolo laboratorio di pellicceria in azienda e marchio globale del “made in Italy“.

Le cinque dita

Fendi
le sorelle Fendi

Siamo come le cinque dita di una mano, diceva sempre nostra madre, ognuna ha la sua funzione” amava ripetere, per far capire come anche le sue sorelle (Paola, Anna, Alda, Franca, ndr) avessero la loro parte di responsabilità e di merito del successo dell’azienda.

Fino agli ultimi giorni di vita, Madame Carla è sempre stata la “public face” del marchio Fendi, come riporta “Il Sole24Ore”.

Celebre la dichiarazione rilasciata al Womens Wear Daily, giornale statunitense: “I miei primi giocattoli sono stati i prototipi e gli scarti di pelliccia del laboratorio dei miei genitori”.

È a lei che si deve l’internazionalizzazione del marchio Fendi e la sua conquista dei mercati esteri, in particolare degli States.

Nonostante la moda, Carla Fendi ha sempre messo al primo posto “quel” grande amore: l’Arte.

La Fondazione Fendi

Da qui l’idea, nel 2007,  di creare la Fondazione Carla Fendi che opera con azioni di mecenatismo allo scopo di supportare le arti, l’artigianato e il sociale.

“Credo molto al valore della bellezza come cultura e formazione – aveva detto in un’intervista di qualche anno fa – nella mia esperienza di vita e di lavoro mi sono nutrita di bellezze estetiche, come costume ed evoluzione del sociale.Carla Fendi

Poi, questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale. E come felicità, perché solleva lo spirito, è ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente. Questo è il mio credo, e in questo metto tutte le mie energie”.

Con questo spirito, la Fondazione ha promosso eventi e supportato progetti nell’ambito della difesa ambientale, la pubblicazione di opere letterarie, opere d’arte e libri.

La Fondazione dal 2010 sostiene l’Accademia nazionale di Santa Cecilia in qualità di socio mecenate, dove ogni anno si formano i più talentuosi musicisti su scala nazionale.

Non solo; sin dagli anni Ottanta è Carla Fendi a legare il marchio Fendi al celebre Festival di Spoleto, il cosiddetto “Festival dei Due Mondi”, contribuendo alla sua affermazione internazionale.

Sono “operazioni di puro mecenatismo – precisava Carla Fendi – non sponsorizzazioni“.

La moda italiana perde un volto fondamentale della sua storia.

Non solo; una donna che non nascondeva mai i suoi sentimenti, spesso commuovendosi, spesso arrabbiandosi, spesso sorridendo alla vita, anche nel dolore della malattia, per le grandi opportunità che le aveva donato.

 

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