American Horror Story: Cult 7×04 “11.9” – un terrificante episodio flashback

American Horror Story

American Horror Story Cult ci regala diverse risposte: un flashback lungo un intero episodio ci permette di capire meglio la situazione e, di conseguenza,  entrare nel vivo di una storia mozzafiato

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Il quarto episodio di American Horror Story, 11.09, ci conduce in un emozionante viaggio alla ricerca dell’origine degli eventi che sconvolsero il Michigan a seguito dell’elezione di Trump.

Risultava necessario un episodio del genere per continuare la narrazione in maniera organica? Assolutamente si. La dosatura degli eventi di questa settima reincarnazione dello show di Ryan Murphy, infatti, ci ha dimostrato fin da subito quanto lo sceneggiatore avesse imparato dai suoi errori, e la mole di questo “episodio-flashback” ne è la conferma più assoluta.

Terribilmente affascinante la scena iniziale, che trova una spiegazione alla fine dei cinquanta minuti della puntata: quanto si è disposti a perdere pur di mostrare al mondo il proprio punto di vista, pur di valorizzare ciò in cui si crede fermamente?

È qui che entra in gioco il capo del supermercato in cui Ally viene aggredita nella 7×01, dandoci ufficialmente la conferma che i clowns sono reali in tutto e per tutto.

L’uomo, forte sostenitore di Trump e del ritorno ai ‘valori americani’, sacrifica addirittura la sua mano sinistra pur di correre a votare.

È grazie a questo evento che emergono due grandi verità: prima di tutto l’iniziale conflitto tra Kai e Winter relativo alla differenti ideologie politiche da loro promosse ma, soprattutto, la conoscenza pregressa di Ivy e Winter. Tutto questo ci conferisce una piccola grande conferma del coinvolgimento attivo del personaggio all’interno della setta che, in questo episodio, ci ha presentato diversi suoi adepti.

Kai e i coniugi Wilton

I primi grandi ‘membri’ della setta di Kai risultano proprio essere coloro che fin dalla prima apparizione avevano mostrato un palese coinvolgimento: i neo vicini di casa Meadow e Harrison.

Lui, responsabile di una palestra e lei una casalinga letteralmente “disperata”.

Entrambi vivono un’esistenza dannata: Harrison perché considerato un essere inferiore dal capo a causa della sua omosessualità,  Meadow perché bloccata dal punto di vista sessuale. A questo punto, dopo averli osservati abbondantemente, entra in scena Kai.

Particolare il rapporto che si instaura con Harrison, caratterizzato da diverse provocazioni a carattere sessuale, fino a quando l’uomo viene convinto a liberarsi di tutti i suoi problemi uccidendo il capo omofobo, Vinny, colui che gli faceva pulire gli spogliatoi maschili per via dello sperma.

Tutto ciò diviene ancora più interessante se teniamo conto del fatto che, durante i minuti finali dell’episodio di settimana scorsa, Meadow sia stata assassinata nonostante la sua appartenenza alla setta.

Il legame tra Harrison e Kai sarà arrivato ad un livello successivo, tanto da decidere di eliminare la partner che affliggeva la sua esistenza?

La frustrazione repressa di Beverly Hope

Tramite l’emersione delle prove del destino subito da Vinny, dopo il ritrovamento del suo busto in una discarica, conosciamo finalmente meglio la giornalista Beverly Hope (interpretata dalla bravissima Adina Porter), che Kai riconosce come un volto familiare mentre la osserva in televisione. Facendo delle ricerche su alcune vecchie notizie e video caricati online, Kai ricorda la giornalista come vittima di abusi misogini da parte di disturbatori televisivi.

All’ennesima aggressione da parte di un gruppo di ragazzi la donna aveva, però, reagito in diretta malmenandoli. Si era poi volontariamente fatta ricoverare in una clinica psichiatrica per trenta giorni, così da cercare di contenere la sua furia. Ed è proprio su quella furia che Kai vuole investire.

Dopo averla raggiunta ed abbordata per una conversazione, il giovane viene a scoprire che Beverly è frustrata e vessata dal fatto che una sua collega civettuola, stupida e superba, la giovane Serena Belinda (Emma Roberts ritorna per una fugace apparizione dopo ben tre stagioni), stia facendo carriera al posto suo prostituendosi con i capi della testata.

A questo punto, durante un servizio giornalistico della Belinda, alcuni dei sicari vestiti da clown attaccano lei e il suo cameraman, uccidendoli brutalmente. Subito dopo la notizia, Beverly si reca nel rifugio della setta di cui Kai le aveva lasciato l’indirizzo.

Qui trova Anderson in compagnia di Harrison e Meadow. Chiedendogli conferma sul fatto che l’omicidio sia avvenuto per sua volontà, Beverly gli annuncia d volersi unire all’alleanza avendo capito di “credere in lui”.

Quello tra Anderson e Kai risulta la relazione più intrigante: la disperazione di una giornalista capace e che si è “fatta da sola”, il lasciare tutto nelle mani di un ragazzo intenzionato a cambiare un mondo corrotto e ingiusto, tanto da pensare di arrivare a comandare gli Stati Uniti partendo dal basso (e risultando, di conseguenza, molto più pericoloso di qualsiasi Trump).

Kai aveva bisogno di una persona così influente per proseguire la sua scalata verso il potere. 

Considerazioni finali

Il quarto episodio di American Horror Story Cult ci ha regalato momenti indimenticabili, attraverso chiarimenti, origini di relazioni complesse e fondamentali per il proseguimento della trama, con colpi di scena e conferme interessanti. Quali saranno gli altri volti che si nascondono dietro alle spaventose maschere della setta?

Lo psicologo e il poliziotto quando entreranno in scena concretamente? Sono davvero tutti contro Ally, o Kai ha semplicemente intenzione di corteggiarla fino a farla entrare nella sua rivoluzionaria setta?

Certo è che, grazie a questa puntata, la matassa sta iniziando ad avere un suo senso, e dal prossimo episodio tutto verrà visto attraverso occhi diversi.

VOTO: 10/10

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