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Vincenzo Benvenuto

Avvocato e scrittore. Curatore del blog deambulandosolvitur Collaboratore ZON da settembre 2014.
lingua

Una lingua si aggira per le strade dell’Occidente

Slurp, gnam, yum, crunch, slap, chomp. È la lingua, signori Beninteso, per essa si vuole qui alludere a ogni singolo muscolo, organo o affine comunque utilizzato per mangiare, sorbire, gustare, succhiare, sgranocchiare, etc.. La lingua: il vero e, a questo punto, unico fantasma rimasto ad aggirarsi per le strade dell’Occidente. Come dite? Esagero? Alzate lo sguardo dal display, allora, e guardatevi …

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punto e virgola

Punto e virgola: ipotesi di un delitto

Stamattina sono stato al funerale del punto e virgola In chiesa, in primissima fila, c’era un impettito punto all’apparenza contrito per la morte del collega. Il pronome relativo però, sempre voglioso di spiegare qualcosa anche quando la decenza suggerirebbe di no, ha spifferato all’avverbio, che prontamente si è confidato con l’accento il quale: “E’ proprio così, ti dico: – si è fatto …

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Alessandro Magno

Alessandro Magno Ieri e Oggi, di A. Cecchi Paone

Alessandro Magno, dopo tredici anni di regno che hanno sconvolto il mondo, si trova nella sua reggia di Babilonia L’uomo che, come racconta Plutarco, tiene la testa lievemente piegata a sinistra come se cercasse una prospettiva diversa per osservare le cose, muore ad appena trentatré anni. Muore, così, l’uomo Alessandro che da piccolo riesce, lui solo, a capire cosa spaventa …

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casa

“La casa dei sette cadaveri”, di J. Farjeon

Metti un cancello, di quelli cesellati, che cigolano svogliati lasciando intravedere una casa indifesa Metti che questa casa sulla costa dell’Essex trasudi ricchezza da ogni mattoncino avvinghiato dall’edera. Metti, ancora, l’assenza di qualsivoglia movimento intorno alla casa così come di tracce di fumo che escano dal comignolo. Se poi a tutti questi segni di abbandono aggiungi anche la mancanza di cani …

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oro

“L’oro di Napoli”, di Giuseppe Marotta

L’oro, per rilucere, richiede una certa distanza: solo così l’occhio umano potrà saziarsi dei mille bagliori che vi si irradiano Già, proprio come accade con l’albero di limoni di Montale: è solo nelle città rumorose e, quindi lontano dalla campagna, che dal malchiuso portone possono scoppiare le trombe d’oro della solarità. E Giuseppe Marotta, da Milano, da una città e da una condizione economica per …

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Dante è meglio di Harry Potter, credete a me

Fidatevi, miei assidui venticinque lettori, Dante è meglio, ma molto meglio di Harry Potter Alla soglia dei quaranta, nel mezzo del cammin di mia vita (il giro di boa per Dante si fermava a trentacinque anni ma, si sa, la vita s’è allungata), m’è venuto lo sghiribizzo di rileggere l’Inferno. Ebbene, dopo aver seguito il rumore del ruscello che ha …

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Puttana, Salerno (storia di una perdizione)!

C’era una volta la fatina Salerno, pulzella vereconda e pudica, che venne in sposa a un contadinello Salerno, come kimberlite che ha in nuce il diamante, era di una bellezza ascosa che appariva solo agli occhi innamorati del suo uomo. Attraverso il mare e fin sulle colline irrorate dal sole, venne il male che si portò via l’amore di una vita. …

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rebus

Il caffè, lo specchio, la barca: ah, che rebus!

La canzone Rebus (1979) di Paolo Conte dura poco più di due minuti. Velocità silenziosa ed esaustiva. Una pennellata d’autore che sopra un letto di pianoforte e riflessioni, insegue il senso della visione. La sfida è di quelle che l’avvocato appassionato di enigmistica, tra uno sberleffo compiaciuto e un bemolle sornione, è certo di poter vincere: il rebus, uno dei …

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referendum

Il NO del Referendum e il Mille e non più Mille

Sia chiaro: al Referendum costituzionale del quattro dicembre, voterò e farò votare, per quel rimasuglio di ascendente che ancora ho su qualche familiare-amico troppo pigro per formarsi un’opinione, No Voterò No perché ritengo la riforma introdotta dal Governo (e già solo questo particolare, “introdotta dal Governo”, per l’appunto, e non su iniziativa del Parlamento, mi persuaderebbe a votare così) pasticciata, farraginosa …

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Il pianoforte della prozia che mi salvò dal terremoto

L’ultima volta che ho visto il pianoforte della prozia, è stato l’anno scorso, in occasione del trasferimento a Norcia. Ora sta confinato nel sottotetto, in compagnia del ciarpame reietto di cui nemmeno l’inafferrabile topo Lupin riesce a sbarazzarsi definitivamente. E’ bruttissimo il pianoforte della prozia. Nero come una maledizione, vecchio come il respiro del mondo, squinternato alla maniera del cervello dell’antenata …

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