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Bottiglie in PET, necessaria una soluzione al loro impatto ambientale

Da oltre 40 anni il PET si è imposto come materiale standard per l’imbottigliamento a scopo alimentare. Pochi altri materiali offrono la stessa praticità

Da oltre 40 anni il PET si è imposto come materiale standard per l’imbottigliamento a scopo alimentare. Pochi altri materiali offrono la stessa praticità, impermeabilità ai gas e ridotti costi di produzione, solo per citare alcuni dei benefici. Tutto ciò va, però, a carico dell’ambiente e molte soluzioni sono state presentate come alternativa al PET; soluzioni che comunque non si sono dimostrate definitive, ma sono state schiacciate dalla indubbia praticità della bottiglia in plastica.

Il problema del PET non sta solo nello smaltimento del prodotto in plastica, ma anche nell’impatto ambientale dovuto ai suoi processi di produzione. Si pensi alle emissioni di CO² causate tanto dalla lavorazione delle materie plastiche (il petrolio è elemento fondamentale in questa fase) quanto dal trasporto del prodotto finito.

Un nuovo approccio al problema potrebbe prendere in considerazione l’effettiva necessità delle bottiglie in plastica, immaginando, per assurdo, come sarebbe la nostra vita senza questo bene di consumo. La prima alternativa che viene alla mente è l’acqua del rubinetto, generalmente messa in cattiva luce e additata di fantomatiche proprietà nocive.

Ad esser onesti, l’acqua corrente deve sottostare a rigidi standard qualitativi e, molto spesso, viene preferita all’acqua imbottigliata nei “blind test“.

Nel caso di dubbi è comunque possibile effettuare analisi sull’acqua della propria abitazione presso enti locali.

Ma qual’è il danno effettivo che la bottiglia di plastica arreca all’ambiente?

Come detto, l’impatto ambientale è variegato: si va dalle emissioni di anidride carbonica alle infiltrazioni nel terreno derivanti da enormi discariche di plastica. Indice di questi effetti negativi sono le isole di rifiuti fluttuanti sugli oceani che, sempre più minacciosamente, si espandono a a danno della fauna locale.

Si fa sempre più urgente la risoluzione di questa problematica che, come già enunciato, potrebbe sparire con un ingente atto di prevenzione: considerare la bottiglia di plastica per quello che è, ossia un lusso di cui potremmo imparare a disfarci qualora salvaguardasse l’ambiente.

Ovviamente il PET è una risorsa qualora non fosse possibile reperire acqua potabile. Purtroppo questo non è il caso dell’Italia, che tra i paesi con accesso ad acqua potabile svetta per consumo di bottiglie in plastica pro capite.

Maggiori dati e informazioni sono reperibili in questo report, tramite il quale è possibile consultare fonti e studi a riguardo.

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