Calciatori furbetti, la lista si allunga

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Calciatori furbetti, la lista aumenta. Da Messi a Neymar, da Mascherano a Etò, si allunga l’elenco degli sportivi che hanno tentato di aggirare il fisco e che rischiano il carcere

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In principio fu Diego Armando Maradona, che oltre ad essere il primo sportivo dedito ad ogni tipo di eccesso, è stato anche anticipatore di quella che, nell’ultimo periodo, sta emergendo come una tendenza molto in voga tra i calciatori: frodare il fisco. Ebbene, non paghi di stipendi milionari, fans adoranti e donne sempre disponibili ad ogni schiocco di dita, i nuovi paperoni del 2000 sembra che non riescano ad accontentarsi e cedono anche loro alla tentazione di aggirare la legge…solo fino a quando non vengono scoperti, però.

Ultimo in ordine di tempo il caso del camerunense Samuel Etò, sulla cui testa penderebbe una richiesta di condanna di ben 10 anni e il pagamento di una multa da 14 milioni di euro. I fatti risalirebbero all’epoca in cui Etò giocava nel Barcellona, e le accuse sarebbero relative ai diritti di immagine concessi dal camerunense. Secondo quanto è stato accertato dagli inquirenti, Etò avrebbe simulato la cessione di questi diritti a due imprese, una spagnola, la Bulte, e l’altra ungherese, la Tradesport. Manovre che, secondo l’inchiesta, sarebbero servite per evitare che il compenso milionario sborsato dal suo sponsor, la Puma, per questi diritti, finisse sotto la lente d’ingrandimento del fisco. Secondo gli inquirenti, il proprietario, e unico detentore dei suddetti, sarebbe lo stesso Etò, che avrebbe dovuto pagarci su il 45% di tasse e non il 3% che effettivamente finiva per pagare grazie proprio alla Tradesport.

Calciatori incontentabili, quindi! Ma ci sono altri casi eclatanti che sono emersi proprio negli ultimi giorni. Parliamo, ad esempio, del brasiliano Neymar, altra star del Barcellona e altro furbetto. Nel mirino di chi indaga ci sarebbero le dubbie modalità che hanno portato il calciatore dal Santos al Barcellona. La DIS, società detentrice del 40% dei diritti di Neymar quando giocava al Santos, avrebbe chiesto alla Corte Nazionale una condanna a cinque anni di carcere per Neymar e una squalifica di cinque anni. La società richiede di applicare la stessa pena per il padre, accusato di corruzione. In questo caso, però, l’accusa è stata più clemente e ha ridotto la richiesta di condanna per Neymar a due anni con 10 milioni di ammenda.

Non tutti i calciatori sono fortunati come Neymar o Messi, il santo. Il giocatore simbolo del Barça, infatti, pare abbia restituito in pieno la somma frodata al fisco, rendendo in questo modo la condanna più mite. Non sarà così per il camerunense che, proprio in virtù della mancata restituzione della somma frodata, potrebbe ben presto varcare la soglia del carcere.

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