Ultime notizie
Home » ZON Magazine » Writer ZON

Writer ZON

donnavventura

Donnavventura in attesa di Poirot su rete 4

Ogni sabato pomeriggio, in attesa di Poirot su rete 4 (canale che per me esiste solo per lo sceneggiato ispirato ai racconti di Agatha Christie), mi sorbisco gli ultimi strascichi di Donnavventura No, ja, così sa troppo di matusa intellettualoide. Rettifico: rete 4, “che per me esiste solo per Poirot e per i film di Bud Spencer e Terence Hill.” Ecco, …

Continua a leggere »
Il Sud

Ad esempio a me piace il Sud

Il Sud fa paura, in ogni senso e direzione. Eppure io dal Sud non me ne vado, ci resto Ad esempio a me piace il sud. Una delle più belle canzoni di Rino Gaetano. Un ritratto perfetto del sud, delle sue virtù e delle sue debolezze. Il meridione è sempre stato il figlio non voluto, quello “scemo”, ma anche quello …

Continua a leggere »
lingua

Una lingua si aggira per le strade dell’Occidente

Slurp, gnam, yum, crunch, slap, chomp. È la lingua, signori Beninteso, per essa si vuole qui alludere a ogni singolo muscolo, organo o affine comunque utilizzato per mangiare, sorbire, gustare, succhiare, sgranocchiare, etc.. La lingua: il vero e, a questo punto, unico fantasma rimasto ad aggirarsi per le strade dell’Occidente. Come dite? Esagero? Alzate lo sguardo dal display, allora, e guardatevi …

Continua a leggere »
libro

Ogni libro è un atto d’amore spesso non corrisposto

Chi va a letto con un libro, non dormirà mai da solo Chiunque dica che abbiamo una sola vita per vivere non ha ancora imparato a leggere un libro. Anche se non leggete, state vicino a chi lo fa. Che al contrario del fumo, la lettura passiva fa benissimo. Ho sempre amato chi legge, chi si confronta con un mondo …

Continua a leggere »
punto e virgola

Punto e virgola: ipotesi di un delitto

Stamattina sono stato al funerale del punto e virgola In chiesa, in primissima fila, c’era un impettito punto all’apparenza contrito per la morte del collega. Il pronome relativo però, sempre voglioso di spiegare qualcosa anche quando la decenza suggerirebbe di no, ha spifferato all’avverbio, che prontamente si è confidato con l’accento il quale: “E’ proprio così, ti dico: – si è fatto …

Continua a leggere »
Eroi

Una storia di eroi metropolitani

Non sempre gli eroi sono frutto della fantasia. Sono intorno a noi, troppo invisibili per essere visti. E per essere ricordati Credo sia impossibile capire cosa significhi essere avvolti dal buio, con l’anima sospesa tra il vento e la terra. Con una coltre bianca qualche centinaio di metri più in basso, come fosse la porta di un mondo parallelo pronto …

Continua a leggere »
Alessandro Magno

Alessandro Magno Ieri e Oggi, di A. Cecchi Paone

Alessandro Magno, dopo tredici anni di regno che hanno sconvolto il mondo, si trova nella sua reggia di Babilonia L’uomo che, come racconta Plutarco, tiene la testa lievemente piegata a sinistra come se cercasse una prospettiva diversa per osservare le cose, muore ad appena trentatré anni. Muore, così, l’uomo Alessandro che da piccolo riesce, lui solo, a capire cosa spaventa …

Continua a leggere »
saviano

La paranza di Saviano, la gioventù bruciata di Napoli

E’ dissacrante. E’ vero. E’ reale. E’ crudo. E’ potente. Quando ti ritrovi ad aver terminato la lettura dell’ultimo lavoro di Saviano “La Paranza dei bambini”, spasmodica corsa per finire un racconto di cui forse fin dall’inizio conoscevamo l’epilogo, ti senti soddisfatto. Una storia densa, colma di verità, una verità che fa male ma che persiste a Napoli L’ultimo lavoro …

Continua a leggere »
casa

“La casa dei sette cadaveri”, di J. Farjeon

Metti un cancello, di quelli cesellati, che cigolano svogliati lasciando intravedere una casa indifesa Metti che questa casa sulla costa dell’Essex trasudi ricchezza da ogni mattoncino avvinghiato dall’edera. Metti, ancora, l’assenza di qualsivoglia movimento intorno alla casa così come di tracce di fumo che escano dal comignolo. Se poi a tutti questi segni di abbandono aggiungi anche la mancanza di cani …

Continua a leggere »
oro

“L’oro di Napoli”, di Giuseppe Marotta

L’oro, per rilucere, richiede una certa distanza: solo così l’occhio umano potrà saziarsi dei mille bagliori che vi si irradiano Già, proprio come accade con l’albero di limoni di Montale: è solo nelle città rumorose e, quindi lontano dalla campagna, che dal malchiuso portone possono scoppiare le trombe d’oro della solarità. E Giuseppe Marotta, da Milano, da una città e da una condizione economica per …

Continua a leggere »