Tears in Heaven, Eric Clapton in memoria della scomparsa del figlio avuto con Lory del Santo

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Tears in Heaven è la commovente canzone che il musicista inglese Eric Clapton ha dedicato alla scomparsa del figlio avuto con Lory del Santo. Oggi ricorre l’anniversario del tragico episodio

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Ventisei anni fa, il 20 marzo 1991, un enorme disgrazia colpì l’acclamato chitarrista inglese Eric Clapton. Suo figlio Conor, avuto con la soubrette italiana Lory Del Santo, precipitava dal cinquantatreesimo piano di un appartamento sulla 57th avenue a Manhattan, New York City.

Il bambino stava giocando tranquillamente nella sua cameretta con vista mozzafiato, mentre la madre Lory del Santo si trovava nella stanza accanto con Silvio Sardi, l’ultima fiamma della showgirl e proprietario dell’appartamento. Una banale distrazione, mentre la domestica puliva la casa e aveva lasciato le enormi finestre panoramiche aperte, si è rivelata fatale. Nel giro di pochi minuti il piccolo Clapton junior si avvicina alle grandi vetrate aperte, perde l’equilibrio per poi precipitare tragicamente in un volo di oltre cento metri.

Conor era nato appena 4 anni prima, nel 1986, dopo una breve ed intensa relazione tra Eric Clapton e Lory Del Santo, ma che non li aveva mai portati al matrimonio.  Si erano conosciuti l’anno precedente, durante la tourneé  di Clapton, quando era ancora sposato con Pattie Boyde, ex-moglie del ‘Beatle‘ George Harrison. Il colpo di fulmine tra i due fu immediato.

Il fondatore dei Cream racconta nella sua autobiografia: «Avevamo un paio di concerti a Milano e una sera a cena il mio produttore si presentò con uno schianto di donna. Era di Verona e si chiamava Lory Del Santo. Tra noi corse un’energia fortissima, di quelle che si scatenano quando si incontra una persona per la prima volta». A lei, infatti, dedicò anche la canzone Lady of Verona (1986). Lory invece ricorda «L‘incontro tra me e Eric Clapton è stato un flash per tutti e due. L’ho visto, mi piaceva e gli ho detto: tu hai figli? No. Ne vorresti? Sì. E allora facciamone uno insieme. È stato un bellissimo, pazzo gesto tra due persone che non si aspettavano nulla ma che hanno messo al mondo qualcosa di molto importante».

All’epoca della tragedia i due già non stavano più insieme, ciò nonostante Eric amava il suo bambino ed andava spesso a trovarlo. Quel giorno anche lui si trovava a New York, di passaggio per via di un concerto, e dopo essersi precipitato sul luogo dell’incidente, entrambi i genitori del piccolo Conor furono ricoverati d’urgenza, in stato di shock, al Lenox Hill Hospital.

Lo strazio per la gravissima perdita del figlioletto venne a tradursi in uno dei pezzi più celebri e commoventi di Clapton,” Tears in Heaven”. Il pezzo venne pubblicato solo nel 1992, a seguito di una lunga pausa dovuta allo stato di depressione in cui si trovava il musicista. Il testo della canzone venne scritto insieme al cantautore americano Will Jennings, e la prima incisione avvenne in occasione della realizzazione della colonna sonora del film Effetto allucinante (datato 1991), che aveva l’obiettivo di far affiorare nel cuore del pubblico l’emozione della perdita di una persona amata. E

d è proprio quello che riesce a fare quando, al ritmo di questa malinconica ballata, Clapton inizia a cantare “Would you know my name  if I saw you in heaven?” (Saprai il mio nome se ci vedremo in Paradiso?).  E prosegue, consapevole di dover continuare ad affrontare la durezza ed i dolori della vita, perché “…Beyond the door there’s peace I’m sure/and I know there’ll be no more tears in heaven” (Oltre la porta c’è pace, ne sono certo e lo so che non ci saranno più lacrime in Paradiso).

Di seguito è possibile trovare il video ufficiale del brano:

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