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“Come nelle favole” esalta il Vasco romantico e fa sognare l’ascoltatore

Come nelle favole è il secondo estratto da “VascoNonStop”, l’ultima adrenalinica raccolta di Vasco. Pochi elementi rendono forte il pezzo: un testo minimale e volutamente ripetitivo, una melodia che si presta alla memorizzazione uditiva e il racconto banale della perfetta storia d’amore

Come nelle favole è il titolo onirico del nuovo ed indiscusso successo del Blasco. In rotazione radiofonica dal 17 di marzo, è tra i brani più suonati in radio e rappresenta un’anteprima dell’energia che si potrà respirare il 1° luglio sul palco del “Modena Park”, evento durante il quale il rocker di Zocca festeggerà i 40 anni di carriera.

Dopo Un mondo migliore, Vasco tira fuori dal cappello delle meraviglie che porta il nome di “VascoNonStop” un altro incredibile brano che si presenta come una avvolgente ballata intessuta sulla tecnica della ripetizione melodica e testuale.

Quello che potremmo fare io e te/ Senza dar retta a nessuno/Senza pensare a qualcuno/Quello che potremmo fare io e te/Non lo puoi neanche credere

Attenzione a non  confondere tale struttura con una semplice e svuotata canzonetta che strizza l’occhio al commerciale. Lungi dal cantante una simile intenzione che invece insiste e preme sulla solita goliardia contraddittoria che caratterizza il meglio della sua composizione.

Quello che potremmo fare io e te/Senza pensare a niente/Senza pensare sempre/Quello che potremmo fare io e te/Non si può neanche immaginare

Piuttosto si tratta di una questione di idealizzazione, perché in Come nelle favole, l’amore non è reale, ma sognato ed ha l’aspetto astratto ed intangibile di un’idea sospesa e mai afferrata. L’amarezza della vita riporta poi con i piedi per terra e la consapevolezza del sospeso, dell’irrealizzato ruba il posto all’ondata di trasognanti pensieri.

Sai che ho pensato sempre, quasi continuamente/Che non sei mai stata mia/Me lo ricordo sempre, che non è successo niente/Dovevi sempre andar via

Le parole rotolano nel testo, zampillano vivaci e capitombolano verso un’immagine di assoluta essenzialità. È la minimizzazione del tutto, quello striminzito “Io e te” viene a coincidere con il senso stesso dell’esserci e dello stare insieme che passa ad essere da niente a tutto. Il discorrere congiunto si eleva ad atto di estrema dolcezza e rivela in questo gesto di istintività amorosa il Vasco più romantico.

Io e te, io e te/Dentro un bar a bere e a ridere/Io e te, io e te/A crescere bambini, avere dei vicini/Io e te, io e te/ Seduti sul divano/Parlar del più e del meno/Io e te, io e te/Come nelle favole

E come il più profondo dei segreti la formula per la relazione perfetta resta nascosta e di venirne fuori non ne vuole sapere. Forse perché l’imperfezione è essa stessa amore o forse perché la bellezza e il fascino dell’epilogo tutto da scoprire rendono più affascinante persino l’universo di una canzone.

Quello che potremmo fare io e te/Non l’ho mai detto a nessuno/Però ne sono sicuro/Quello che potremmo fare io e te/Non si può neanche immaginare

Nelle favole si sa, c’è quasi sempre un lieto fine e il cantautore lo sa bene che la sorte della decretazione decisiva spetta ai sentimenti e così il disincanto dell’incertezza del domani fa appello all’immaginazione, alla quale non resta altro che iniziare la costruzione del vissero felici e contenti o forse no?

Ecco il testo di Come nelle favole

Quello che potremmo fare io e te
Senza dar retta a nessuno
Senza pensare a qualcuno
Quello che potremmo fare io e te
Non lo puoi neanche credere

Quello che potremmo fare io e te
Senza pensare a niente
Senza pensare sempre
Quello che potremmo fare io e te
Non si può neanche immaginare

Sai che ho pensato sempre, quasi continuamente
Che non sei mai stata mia
Me lo ricordo sempre, che non è successo niente
Dovevi sempre andar via

Io e te, io e te
Dentro un bar a bere e a ridere
Io e te, io e te
A crescere bambini, avere dei vicini
Io e te, io e te
Seduti sul divano
Parlar del più e del meno
Io e te, io e te
Come nelle favole

Quello che potremmo fare io e te
Non l’ho mai detto a nessuno
Però ne sono sicuro
Quello che potremmo fare io e te
Non si può neanche immaginare

Io e te, io e te
Dentro a un bar a bere e a ridere
Io e te, io e te
A crescere bambini, avere dei vicini
Io e te, io e te
Sdraiati su un divano
Parlar del più e del meno
Io e te, io e te
Come nelle favole

Io e te, io e te
Io e te, io e te
A crescere bambini, avere dei vicini
Io e te
Io e te, io e te
Io e te, io e te
Sdraiati su un divano
Parlar del più e del meno
Io e te
Io e te, io e te
Io e te, io e te
A crescere bambini, avere dei vicini
Io e te
Come nelle favole

 

 

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About Antonella Esposito

Antonella Esposito
Specializzata in Comunicazione pubblica e d'impresa e laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Animata da una forte passione per la scrittura critica. Segue con interesse musica, cinema e teatro.

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