Donald ma ci fai o ci sei? Dal suo entourage la verità sullo svantaggio

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Donald ma ci fai o ci sei? Ormai tutte le dichiarazioni del candidato repubblicano somigliano sempre più a barzellette, solo che lui sembra estremamente convinto di quello che dice. E dal suo entourage trapela la verità in merito allo svantaggio rispetto alla Clinton

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Dopo aver difeso la moglie dalle accuse di plagio per il suo discorso copiato da Michelle Obama, affermando che se l’attuale First Lady poteva dire determinate cose, anche la moglie aveva questo diritto, viene spontanea una domanda: Donald ma ci fai o ci sei?

Tralasciando le accuse di molestie, che volendo potrebbero anche essere squisitamente strumentali, considerando il momento in cui stanno venendo fuori, una nuova tegola si abbatte sulla testa del candidato repubblicano. A far cadere questa ennesima tegola è la sua responsabile della campagna elettorale, Kellyanne Conway, che confessa “siamo indietro anche se non è ancora finita. Sappiamo che possiamo sempre farcela”.

Un tiepido entusiasmo, ai limiti della resa, che a due settimane dal voto certo non giova all’umore degli elettori ne tantomeno degli indecisi, che costituiscono ancora un nutrito gruppo.

Intanto in patria continuano gli attacchi a Donald Trump ed al suo staff, con gli organi di informazione indagano sui suoi collaboratori e sul loro passato. Ultimi a finire sotto la lente di ingrandimento due ex collaboratori, tra i più stretti del miliardario, che secondo quanto scoperto da New York Post avrebbero legami finanziari con una società che ha cercato di aiutare il governo russo a spiare i cittadini.

I due, Paul Manafort e Rick Gates, titolari dell’agenzia EyeLock, avrebbero stretto accordi con il presidente Putin finalizzati all’ampliamento del programma di spionaggio del Paese.

Il governo russo mirava alla tecnologia per la scansione retinica da utilizzare nella metropolitana, al fine di identificare coloro che erano sotto osservazione, e la Eye Lock concorreva per aggiudicarsi il contratto per occultare tali dispositivi per la lettura dell’iride, ma a quanto pare l’accordo non è andato a buon fine.

Dunque le ingerenze dei due ex collaboratori nella politica russa e il conseguente coinvolgimento di Donald Trump stanno ulteriormente insinuando dei dubbi sul candidato e sul suo futuro coinvolgimento con uno dei nemici giurati di Washinghton.

Intanto il presidente Obama rincara la dose e afferma che tra Donald e Vladimir (Putin n.d.r.) ci sia una storia d’amore e afferma come dai sospetti del miliardario riguardo la legittimità delle elezioni trapeli una sola semplice cosa: la sconfitta e il sentore che la corsa alla Casa Bianca sia già persa.

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