Home Sport Calcio Lettera di un tifoso milanista a Gigio Donnarumma: 18 motivi per restare

Lettera di un tifoso milanista a Gigio Donnarumma: 18 motivi per restare

Donnarumma

Gigio Donnarumma ha deciso di non rinnovare. Abbiamo deciso di elencare in questa lettera di un tifoso rossonero i 18 motivi per cui doveva restare, tanti quanti i suoi anni

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Quest’oggi è stata comunicata l’intenzione di Gigio Donnarumma di non voler rinnovare il proprio contratto con il Milan, club che l’ha lanciato nel calcio che conta e che, a suo dire, ha sempre tifato.

Si tratta di un gesto che racchiude, molto probabilmente, il calcio degli ultimi dieci anni. Uno sport che sta perdendo dignità, bellezza e nostalgia per quelle bandiere che, anno dopo anno, sono sempre più rare. Gigio Donnarumma poteva essere una bella favola, di quelle che potevano essere raccontate ai proprio figli, come quando tuo padre ti parlava dei Maldini e dei Baresi. Invece così non è accaduto. Peccato.

La seguente è una lettera che cercherà di mettere in luce tutti i motivi (18 come i suoi anni) per i quali il portiere rossonero poteva restare al Milan:

  1. Speranza

    Sai, erano anni che i tifosi milanisti non vedevano una luce in fondo al tunnel e tu, con la tua freschezza e la tua gioventù, l’avevi portata. Avevi riacceso il cuore di tanti tifosi, si sperava in una nuova bandiera. Un nuovo idolo per i ragazzini.

  2. Il Milan ai milanisti

    Non era solo uno slogan “berlusconiano”, è semplicemente un modo di fare, di intendere il calcio, di costruire una mentalità, modellare un progetto, crescere una generazione di rossoneri.

  3. La fascia

    Fidati, l’avresti avuta, magari non dal prossimo anno, ma l’avresti ottenuta con il sudore e la fatica. Come hanno fatto i Maldini padre e figlio, Baresi, Ambrosini e come hanno meritato di indossarla i vari Gattuso e Abbiati. L’avresti avuta e, nessuno te l’avrebbe mai tolta.

  4. Stile

    Te l’avranno detto qualche volta, passando da Milanello. L’avrai notato nelle foto delle storiche vittorie a Casa Milan. Abbiamo uno stile, noi. Quello che ti trasmettono sin dalle scuole calcio. Ed è quello che per anni ha differenziato la nostra società da tutte le altre, il rispetto per tutti, a partire dall’avversario. Figurarsi per la propria squadra, la propria famiglia.

  5. Tifosi

    Ti amavano, ti amavamo. È stato un feeling nato immediatamente: dai rigori parati in quella afosa giornata durante l’amichevole contro i Blancos, fino all’esordio in quel Milan – Sassuolo. Ricorderemo queste varie tappe, il primo rigore parato al Gallo Belotti e quello a Dybala che ti ha permesso ti vincere il tuo primo trofeo. Era una bella storia, Gigio.

  6. Rinascita

    Te ne sarai accorto Gigio, l’aria a Milano è cambiata. È arrivata una società che ha serie intenzioni, che vuole ritornare a vincere, perché tu lo sai, lo sapevamo fare molto bene. Potevi essere parte integrante di questo progetto, anzi, la parte più preziosa, quell’ingranaggio perfetto.

  7. Punta di diamante

    Eri e sei un talento. È semplicemente innegabile, perché quelle cose un portiere di 17/18 anni non le fa. Non c’entra la fisica, o i due metri di stazza. È qualcosa che c’hai dentro. È talento, punto e basta. In questo club saresti stato l’elemento di punta, il cosiddetto “biglietto di presentazione”. È inneabile che perderemo il più importante prospetto in porta degli ultimi 15 anni. Probabilmente il miglior portiere nato negli anni a cavallo tra i ’90 e i ’00.

  8. Milan-Juve 1-0

    Vediamo se c’è tempo per l’ultimo assalto, Higuain… Khedira, attenzione a Khedira, prova il tiro Khedira! Donnarumma incredibile! Donnarumma ci arriva! Ed è finita, tutti vanno ad abbracciare Donnarumma, miracolo al 96°! Vittoria nel segno dei giovani, con la favola Locatelli e la prodezza di Donnarumma.” La ricordarai quella parata, quella partita. Forse da quella sera tutti i tifosi del Milan, tutti gli appassionati del calcio, hanno capito di che pasta sei fatto. Lì abbiamo capito cosa aveva trovato il Milan in un ragazzino di soli 17 anni.

  9. Milan-Juve 4-5

    “Dybala contro Donnarumma. Il mancino di Dybala… la parata di Donnarumma! Una grandissima parata, una parata fantastica!”  Siamo lontani da casa, lontani da San Siro. Siamo a Doha e siamo in finale. Li abbiamo già battuti e tu lo sai. E allora non te lo fai ripetere due volte e pari il rigore al probabile erede di Messi e porti a casa la Coppa. Emozioni, pure emozioni. Ora mi chiedo, riuscirai a riviverle? Te lo auguro e, sicuramente vincerai trofei ben più importanti di una Supercoppa in una calda giornata nel Qatar, ma vincere come facciamo noi è diverso. Tanto.

  10. Paul Géraldy

    Conosci chi è, Gigio? È stato un poeta francese e disse una cosa tanto tempo fa: “Il più difficile non è il primo bacio, ma l’ultimo.” Tu l’hai dato davanti a tutti, in uno stadio ostile come quello di Torino. Hai baciato la maglia del Milan, ed è un atto d’amore, uno di quelli che devi fare con tutto l’amore possibile. Perché un bacio non è mai banale, perché non l’hai fatto per divertimento, perché ci credevi, perché ci credevamo anche noi. Ebbene, quello è stato il primo. Quello è stato l’ultimo.

  11. L’unione

    Nuova società, nuovi giocatori, nuovi obiettivi, nuovi tifosi. Ma tu ci conosci, siamo una razza strana, siamo quelli nostalgici, quelli che amano la storia, che la mettono ovunque per far capire che bisogna rispettare questi colori, che i tempi bui non durano per sempre. E tu eri perfetto, l’ultimo regalo di Galliani e Berlusconi, il tramite, il messaggero della nuova era. Eri semplicemente perfetto. Saremmo ripartiti dal numero 1.

  12. Il peso

    Sei giovane, giovanissimo. Devi imparare e tanto. Fallirai, cadrai e ti rialzerai. Ma ci sono diversi modi in cui farlo. Sai e saprai sempre che ti avremmo coccolato, che avremmo chiuso gli occhi su un errore, anzi, potevi farne tantissimi, perché ne deve passare di acqua sotto i ponti prima di considerarti un portiere maturo, completo. No, non ti auguro, dopo due mesi, di non giocare perchè sei un ragazzo e potresti aver fatto qualche errore di troppo. Ma devi crescere, Gigio e dovevi farlo in un ambiente in cui potessi avere la certezza che non ti sarebbe caduto il mondo addosso.

  13. De Gregori

    E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori tristi…“. Ne conosco davvero tanti, giocatori che hanno fatto scelte opinabili, entrati nell’oblio del calcio. Di certo ti farai, “anche sei hai le spalle strette“. Vincerai, e spero anche tanto. Però chissà se butterai un occhio a quel vecchio diavolo. Penso che lo farai, penso che ti mancherà. Chissà, forse arriverai a pensare che questa scelta poteva essere evitata.

  14. Un cambiamento

    È il calcio dei procuratori, delle offerte folli, dei contratti rescissi, dell’odio, dell’anti-calcio. Siamo nel calcio in cui Kondogbia viene pagato più di Van Basten e tu, potevi rompere questo circolo vizioso. Potevi dire semplicemente “No, io resto.” Evidentemente, siamo stati tutti troppo ottimisti e sopraffatti da sentimenti troppo forti. Ci eravamo cascati, scusaci Gigio.

  15. Perchè fa male

    Vorrei tanto dirti che non fa niente, che nulla cambia, che andremo avanti normalmente. Tuttavia è difficile, perché non siamo nuovi a questi sentimenti. Vorrei parlarti di quando ho visto l’addio del mio pupillo, Sheva. Ricordo che piansi tanto, Gigio. Perché grazie a lui mi sono avvicinato a questa maglia, a questa fede. E tu, come lui tanti anni prima, mi avevi ridato quell’orgoglio di tifare questa maglia. Era bello rivedere le partite del Diavolo. Hai deciso e io sono il signor nessuno per ribattere, e come me tanti altri. Ma ci hai fatto male, davvero tanto. Ma noi, siamo forti, e andiamo avanti.

  16. 18, solo 18 anni

    Sono poco più grande di te e abbiamo in comune l’amore verso questo club. Di certo abbiamo aspirazioni di vita completamente diverse. Ma una cosa dovrebbe essere certa per entrambi: l’umiltà. Non abbiamo fatto ancora nulla, Gigio. A entrambi mancano tante cose prima di diventare realmente qualcuno. Hai solo 18 anni e hai preferito i milioni di chissà quale club, alla storia, all’amore vero ed incondizionato. Hai preferito Raiola. Hai preferito deluderci. Lo hai fatto con la lucidità di un 18enne, che deve ancora crescere e imparare il significato della parola “riconoscenza”.

  17. Bandiera

    Nordhal, Liedholm, Cesare Maldini, Altafini, Rivera, Prati, Baresi, Tassotti, Donadoni, Ancelotti, Galli, Gullit, Evani, Massaro, Van Basten, Rijkard, Paolo Maldini, Costacurta, Savicevic, Boban, Weah, Rossi, Albertini, Ambrosini, Inzaghi, Gattuso, Pirlo, Shevchenko, Nesta, Abbiati. Vedi, Gigio, poteva esserci anche il tuo nome a fianco a questi “immortali”.

  18. Bhe, l’ultimo motivo. Questo lo lascerei in bianco, lo lascerei a te.

 

Ciao, Gigio. Che la fortuna ti sorrida. Ah, volevo lasciarti con questo pensiero del Capitano.

Nonostante i periodi bui, soprattutto nel 1982-83, ho avuto tante possibilità di andarmene, ma ho deciso fortemente di rimanaere perché il Milan mi ha dato tanto. Ci fu qualche offerta, ma non ho mai pensato di andar via, il Milan è sempre stato tutto per me, come una famiglia a cui sono stato sempre affezionato. Non lo avrei lasciato per nulla al mondo. Sapevo che prima o poi saremo tornati grandi e infatti così è stato. Alazare la Coppa dei Campioni con questa maglia e con la fascia da Capitano è stata la soddisfazione più grande della mia vita.” [Franco Baresi]

 

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