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Elezioni amministrative

Elezioni amministrative 2017: il Pd e l’ostentazione della vittoria

Le elezioni amministrative mostrano il vero sconfitto della cometizione: il Pd. Il partito di Renzi, nonostante i numeri favorevoli, non può di certo gioire dopo la perdita di città storiche

Le elezioni amministrative appena concluse, con il turno di ballottaggio della giornata di ieri, pur non potendo delineare un quadro politico nazionale hanno fatto emergere una serie di elementi che  obbligano il Pd ad una seria riflessione interna alla luce del dato elettorale.

Questi, emersi nonostante l’ostentazione di una vittoria (di Pirro, se si considerano le diverse roccaforti perse per strada), permette di compiere una vera e propia analisi su quanto accaduto successivamente al turno di domenica 25 giugno. Infatti, pur avendo ottenuto più eletti nel complesso, la marcia del Pd nelle elezioni amministrative si può considerare, in sostanza, fallimentare per motivi che investono tanto l’ambito locale quanto quello nazionale.

La débâcle di Renzi

Elezioni amministrative
Elezioni amministrative 2017

Per quanto riguarda il territorio, la sconfitta maggiore per il partito di Renzi è dettata dal totale distacco con il territorio, fino ad ora prova di forte legame con le singole realtà.

Questo fattore, venuto meno un pò alla volta con l’emergere del renzismo, è riuscito a portare tanto un’ulteriore disaffezione verso una politica sempre più alternativa alla sfera decisionale del cittadino quanto una perdita di appeal dovuta al nuovo atteggiamento democrats, caratterizzato da invincibilità immotivata e scarsa considerazione delle vere dinamiche del luogo.

Tutto ciò, visibile anche all’osservatore disinteressato, si ritrova direttamente in casi come quello di Genova, Piacenza, Pistoia ed anche Sesto San Giovanni (la Stalingrado d’Italia, dove mai il centro-destra era riuscito a prevalere nella storia repubblicana).

Facendo riferimento, invece, all’ambito nazionale è visibile sia una non curanza verso la risposta elettorale che un rifiuto di ammettere i propri errori in determinate circostanze.

Divisioni interne

La visione dem, che mira ad uscire sempre a testa alta pur avendo ricevuto botti da orbi, rimarca il classico tratto maggioritario del partito in cui, pur di non ammettere di aver sbagliato si attribuisce la colpa ad altri fattori che, secondo questa visione, non riescono a comprendere in toto la strategia Pd.

L’atteggiamento altezzoso, tipico dei vincenti a tutti i costi (anche, e soprattutto, nella sconfitta), ha dimostrato, però, il fallimento della politica dell’unicum democrats, dove il Pd – come perno di qualsiasi progetto politico – stenta tanto in coalizione quanto da solo, e la sufficienza verso qualsiasi tipo di avversario, considerato a priori inferiore, in una qualsiasi competizione elettorale.

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