Ermal Meta: la sua musica è “un sorriso inaspettato” sul cantautorato italiano

Ermal Meta

Continua il successo di Ermal Meta, il suo album “Vietato morire” è tra i più venduti degli ep sanremesi. La tournee estiva prosegue a suon di sold out ed è stata da poco annunciata la sua partecipazione come headliner a Hit Week 2017, il più importante Festival di musica italiana nel mondo

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Ermal Meta è reduce da cinque mesi d’oro. Dal suo terzo gradino sanremese conquistato lo scorso febbraio, sembra essersi innescato nella sua vita un vorticoso meccanismo vizioso, producente traguardi e soddisfazioni. Il meglio è che non ha alcuna intenzione di fermarsi.

E come potrebbe? I suoi fan animati da un entusiasmo senza pari rappresentano per l’artista batterie ricaricabili a lunga tenuta. Lo seguono in ogni dove e sono pronti a innalzare verso il cielo i testi e le melodie del proprio idolo.

L’ululare congiunto dei suoi lupi è pura adrenalina per questo musicista, autore, cantautore e in parte prosatore che giura di lasciare pezzi di cuore presso ogni palco in cui si esibisce. Il fenomeno Ermal Meta ha dell’incredibile e colpisce per la crescita esponenziale che di tappa in tappa raggiunge. I profili social dell’artista sono presi d’assalto, così come le piattaforme di fruizione musicale. L’ep di Sanremo non smette di fare risultato e in radio risuona sulla scia del tormentone estivo la sua Ragazza Paradiso.

Youtube vede continuamente aggiornare i sistemi di misurazione views e non c’è festival o manifestazione canora a cui Ermal non prenda parte. Tutti lo vogliono, pubblico, critica, radio, giornalisti, televisione.

Quali sono le ragioni di questo dilagante consenso?

Qual è il segreto creativo  che si cela dietro quello  sguardo un po’ furbetto e a tratti malinconico? Abbandonando banali formalismi che attribuirebbero cotanto successo all’effetto Sanremo, resta la via dell’esclusività. La musica di Ermal Meta è autentica, non è precostruita, è imprevedibile, perché è la risultante di attimi di vita vissuta. Tutte queste caratteristiche a noi italiani piacciono e come, perché rappresentano le chiavi d’accesso a quell’universo cantautorale di un tempo, lo stesso di Battisti, di Dalla, di De Andrè, al quale siamo tanto affezionati.

Ma attenzione, perché Ermal Meta non offre prodotti cantautorali emulativi, ma tutt’altro. Questo giovane artista albanese, naturalizzato italiano, ha il merito di aver reinventato una porzione di musica d’autore originalissima destinata a fare la sua buona figura e, perché no, a dettare le sue regole. La capacità di conformare l’eleganza classica con la ricchezza testuale moderna è una lezione difficilissima, così tanto da non essere stata immediatamente compresa nel nostro paese.

L’inizio carriera

Ermal Meta non è un prodotto figlio dell’ultima kermesse canora condotta da Carlo Conti, ma nasce come entità artistica ben 10 anni fa, nel 2006 con il gruppo degli Ameba 4. Replica l’esperienza corale della band  nel 2010, anno in cui è frontman de La Fame di Camilla. Le gradazioni di condivisione maturate con queste collaborazioni lo formano quasi inconsapevolmente ad un lunga parentesi in cui si presta ad essere autore per terzi.

La sua penna per la voce di altri

Da allora il meglio del pop italiano è nelle sue mani, anzi nella sua penna: da Emma a Marco Mengoni, passando per Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola e Chiara, fino ad arrivare ad Annalisa e a Francesco Renga. La varietà del campionario cui destina le sue creature anticipa le mille anime di Ermal Meta che si palesa essere un dialogatore caleidoscopico di sentimenti.

Le parole messe in forma dal cantautore albanese hanno saputo evidenziare la grinta di Emma e di Mengoni, cullare la dolcezza delle voci di Renga e di Fragola e conferire ancor più carattere performante a personalità come Chiara ed Annalisa.

È sua la capacità di adattabilità empatica, nei suoi testi sono racchiuse visioni universali, altre personalissime, ma comunque sempre e perennemente assumibili, attraverso la percezione di palpabili emozioni. È questo il segreto di Ermal Meta, quello di aver portato con la sua musica una cifra innovatrice sul panorama pop nostrano e nello specifico, quello di aver impresso “un sorriso inaspettato” sul cantautorato italiano.

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