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Flavio Briatore

Flavio Briatore, il Twiga a Otranto non ci sarà, l’imprenditore nega la licenza

Le spire della burocrazia italiana sono riuscite ad avvolgere anche un imprenditore di provata esperienza come Flavio Briatore che, scoraggiato dei controlli continui, ha deciso di non portare a termine il progetto del Twiga di Otranto

“Non si può lavorare in Italia. Evidentemente la burocrazia conta più di ogni altra cosa. Così non mi interessa. Quando ho capito, ho fatto subito un passo indietro”, questo l’amaro sfogo di Flavio Briatore, e porta con sé tutta la delusione di un imprenditore che vede negarsi un’opportunità dal suo stesso Paese. La vicenda a cui si riferisce è quella del Twiga di Otranto, che non vedrà mai la luce a cause delle indagini condotte dai carabinieri in merito alle autorizzazioni rilasciate dall’amministrazione comunale per la realizzazione della struttura.

Il marchio Twiga

La Billionaire Lifestyle Sarl ha ritirato la licenza del marchio Twiga, che era stata concessa alla società  Cerra Sarl responsabile dei lavori per la costruzione della struttura. La Cerra Sarl era stata sottoposta ad alcuni accertamenti da parte dei carabinieri e dalla polizia provinciale a causa di alcune violazioni delle norme urbanistiche nella zona dove lo stabilimento balneare sarebbe dovuto sorgere (un’area sottoposta a vincolo paesaggistico), e per occupazione del Demanio marittimo.

Nel registro degli indagati sono finiti Mimmo De Santis, presidente Federalberghi del Salento, e il progettista e direttore dei lavori, Pierpaolo Cariddi, fratello dell’attuale sindaco e candidato egli stesso alla poltrona di primo cittadino. Nonostante le indagini non toccassero minimamente Flavio Briatore o la sua società, l’imprenditore ha deciso comunque di tirarsi fuori dalla vicenda, e ha ritirato la concessione della licenza “Siamo del tutto estranei agli accertamenti in corso. Anche perché non siamo soci di Cerra e non abbiamo alcun legame con le sue attività, al di là di aver stretto un accordo di licenza del marchio”. 

I reati contestati

Il permesso che le forze dell’ordine hanno ritenuto irregolare è quello rilasciato dal consiglio comunale di Otranto il 4 marzo 2016 e riguarda la convenzione tra la società Cerra e l’amministrazione. Il Twiga, in effetti, sarebbe stato un semplice accesso al mare dotato di “strutture amovibili di chiosco e ristorante e servizi per la balneazione al fine di consentire la fruizione del litorale e garantire la fornitura di servizi e attrezzature utili alla balneazione”. Ma l’autorizzazione sarebbe stata rilasciata, invece, “in un’area indicata come agricola nel Piano regolatore, sulla quale non sono consentite strutture ben più grandi di un chiosco quali sono quelle in costruzione”.

La Cerra Sarl avrebbe realizzato, quindi, lavori edili in difformità con le opere per le quali il Comune ha rilasciato le autorizzazioni. Il sequestro probatorio è stato disposto dal pm Antonio Negro per prevenire danni ulteriore alla zona. Cerra ha replicato al provvedimento parlando di un “complesso iter autorizzativo, concluso con concessione edilizia corredata da 11 pareri favorevoli”.

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About Emanuela Dente

Emanuela Dente
Tatuata, milanista. Orgogliosa di condividere la mia vita con quattro meravigliosi esseri: Panchino e Pepita, i cani più dolci e intelligenti del mondo, e i piccoli Mila e Knut, gli ultimi due cuccioli arrivati da poco in famiglia, iperattivi ma irresistibili. Lascerei il giornalismo e Zon solo nel momento in cui riuscissi a comprare una Subaru Impreza, perchè con lei poi inizierei a scorrazzare senza meta per l'Europa.

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