Abaaoud, confermata la sua morte

Abaaoud

Abaaoud è morto durante il blitz di Saint-Denis. Ma gli 007 francesi erano già a conoscenza dell’uomo, e del suo legame con l’ISIS. Le Monde attacca: “Il modello antiterrorista francese è malridotto”

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Per quale motivo, allora, la Francia ha bombardato Raqqa?

Interrogativo lecito, per certi versi retorico, ma pur sempre dialetticamente logico. Mi spiego.

Gli attentati di Parigi, del 13 novembre scorso, hanno visto il coinvolgimento di 8 mandatari, responsabili di 3 esplosioni e sei sparatorie, in più punti della Capitale Francese. Attualmente, solo Salah Abdeslam sarebbe ancora vivo, e in libera circolazione: mezza Europa è allarmata, in particolare il Belgio, dove l’attentatore sarebbe stato avvistato ad Anderlech, a 5 chilometri da Bruxelles.

Attentati Parigi
Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attentati a Parigi, è morto.

Ma chi ha tormentato i servizi segreti francesi, l’antiterrorismo, e Hollande è stato Abdelhamid Abaaoud, considerato il “capo” degli 8, la mente di tutta l’operazione. L’uomo, nato in Belgio, ma dalla cittadinanza francese, è stato oggetto di un mandato d’arresto europeo ed internazionale, e condannato in contumacia a vent’anni di carcere per terrorismo.

Tutti i vertici francesi, e non, temevano che Abaaoud fosse fuggito dalla Francia, e rifuggiatosi in Europa, o addirittura avesse raggiunto la Siria, luogo deputato dai media internazionali, come base logistica dell’ISIS.

In realtà, Abdelhamid non era un fuggitivo, dalla Francia non s’è mai allontanato. Il suo corpo è stato ritrovato a Saint-Denis, zona periferica di Parigi, dopo l’assalto delle forze di sicurezza francesi, durato sei ore, che ha visto l’arresto di altri sette presunti affiliati, e due morti, tra cui la cugina di Abaaoud, Hasna.

Nonostante una prima esclusione, anche il procuratore parigino Francois Molins ha confermato la morte del terrorista.

Ma Abdelhamid Abaaoud non era sconosciuto all’intelligence francese: l’autorevole quotidiano le Monde riporta che“Già l’8 ottobre c’erano abbastanza informazioni per fermare il commando”.

Un attacco diretto ai vertici di sicurezza, venuti a conoscenza della persona di Abaaoud mesi prima, coinvolto prima in una sparatoria il 15 gennaio, in Belgio, poi in due attentati, entrambi falliti, in una Chiesa e su di un treno alta velocità, diretto a Parigi, ad aprile e ad agosto.

Inoltre, l’uomo, in un’intervista rilasciata alla rivista Dabiq, ha dichiarato “Il mio nome e la mia foto erano su tutti i mezzi d’informazione, eppure sono riuscito a rimanere nella loro patria, organizzare delle operazioni contro di loro e andarmene sano e salvo quando è stato necessario” .

Un’enorme tela che si stava tessendo in Europa, segnali che non hanno avuto un seguito, una mole impressionante di informazioni (e persone segnalate-circa 11.700), ma nessuna strategia ante litteram, nessun coordinamento continentale.

L’interrogativo ora ritorna: Per quale motivo, allora, la Francia ha bombardato Raqqa?

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