Germania: vince la Merkel ma prevale ancora la componente bipartisan

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La Germania conferma Angela Merkel alla guida del Paese. I numeri delle urne, però, portano ad una nuova Grosse koalition – differente dalle precedenti – che avrà grosse conseguenze anche sull’intero assetto europeo

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Dopo mesi di attese e di snervanti previsioni, finalmente la Germania ha un suo vincitore dopo le elezioni politiche. In realtà, come ormai accade dal 2005 – anno del primo mandato di Angela Merkel – , si può parlare solamente di vittoria mutilata a causa dell’incertezza sui numeri imposti dalle urne.

La CdU, i cristiano sociali guidati dall’ex Cancelliere, hanno raggiunto il 33% delle preferenze – con un netto calo rispetto al 41% delle precedenti elezioni – mentre l’Spd, guidata dall’ex leader del gruppo europeo Socialista e Democratico Martin Schulz, raggiunge un misero 21%.

Nel marasma generale, quindi, a trionfare realmente sono i Liberaldemocratici giunti al 10%, che rientrano in Parlamento dopo quattro anni, i Verdi, con il 9%, e soprattutto l’estrema destra di AfD che raggiunge il 13%.

Elezioni Germania 2017

Data l’incertezza sui numeri, la Germania sarà costretta a riorganizzare un nuova Grosse koalition – un abitué per i tedeschi da ben undici anni – con, però, nuovi protagonisti dell’arena politica.

Infatti, dopo il rifiuto dell’SpD di riproporre l’esperienza degli ultimi anni, Angela Merkel sarà obbligata ad impostare il nuovo Governo sull’alleanza con gli altri gruppi (si parla, al momento, solamente di Liberaldemocratici e Verdi).

In questa situazione, ciò che emerge con forza è un dato particolare, spesso ignorato o poco considerato dai più, che non solo è stato cruciale per la politica della Germania negli ultimi anni ma anche per quella dell’intera Europa.

La componente bipartisan

La politica perennemente bipartisan, difatti, si è mostrata nell’ultimo decennio come una delle cause maggiori dei disastri europei.

Andando per ordine si può dire che, operando in un regime di Grosse koalition – in cui è necessaria una mediazione attenta e continua – , si crea un circolo vizioso che tende al Bene delle Nazione, inteso come tutte quelle riforme che non si sarebbero fatte in condizioni ideali, e allo stesso tempo all’appiattimento dei singoli programmi su posizioni neutrali.

Questo tipo di politica – in vigore dal 2005 – trattandosi della Germania non influisce solo ed esclusivamente sulle posizioni nazionali ma soprattutto su un’impostazione europea che tende a mantenere un equilibrio interno, fin troppo precario, a scapito di coloro che, sul fronte internazionale, non hanno una valenza tale da contrastarlo.

Ciò comporta un adeguamento generale degli altri Stati ai dettami germanocentrici che da un lato portano ad influenzare le  politiche nazionali e dall’altro a impostare un ruolino di marcia non del tutto ideale per la tenuta delle singole Nazioni.

A tutto questo, inoltre, si associa l’ennesimo distacco dalla politica reale del cittadino medio, come dimostrano le cifre ottenute dall’AfD, che in una situazione di inciucio continuo e duraturo si ritrova a chiedere un cambiamento, uno qualsiasi, che non sia la classica proposta degli ultimi dodici anni di politica.

L’ultimo dato, non meno importante del primo, spalanca le porte – ancora una volta – alla famosa bomba ad orologeria europea in cui, data la risposta allo stantio status quo che ha portato esclusivamente sangue e lacrime negli ultimi anni, la debolezza dell’UE si rende ancor più visibile a causa di una non decisione generale.

Le elezioni in Germania, quindi, hanno reso ancor più debole l’assetto europeo – a causa di una serie di problematiche che vanno dalla Brexit al Governo del meno peggio francese fino alle disastrose situazioni italiane, greche e spagnole – e il tentativo di distruggere quell’assetto creato con tanta cura per far fronte solo ed esclusivamente agli interessi economici di certo non cozza con il concetto europeista in sé ma con una politica nazionale ed internazionale fondata sull’abbandono dei singoli e la protezione dei diversi potentati presenti.

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