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Napoli, l’enigma insondabile di S. Giovanni a Carbonara

Alla scoperta di San Giovanni a Carbonara, una delle Chiese più misteriose di Napoli tra ambienti massonici e intellighenzia settecentesca

Quando si parla di Napoli, molto spesso, quasi sempre per la verità, se ne parla come della “città del sole” e dell’allegria, riducendo la sua complessa essenza ad una visione stereotipata da cartolina, ignorando tutti gli elementi che, invece, ne fanno una delle città più misteriose ed esoteriche del vecchio continente, al pari di Torino, Lione e Praga. Se Napoli, infatti, è una città marina, baciata da un sole che immerge la sua architettura in una luce radiosa e rassicurante, essa è anche la città delle mille contraddizioni, la città che si sviluppa in superficie, ma anche in profondità, la città di filosofi cha hanno dato lustro all’intera nazione ma anche di criminali che continuano a sporcarne la reputazione.

Conoscere davvero Napoli significa confrontarsi con la bellezza rassicurante dell’Antea del Parmigianino e con l’eleganza e la maestosità delle sue innumerevoli statue romane, e, al tempo stesso, misurarsi col macabro degli onnipresenti scolatoi, delle macchine anatomiche del principe de Sangro e dei particolarissimi mobili di Efisio Marini. A ben guardare sembra che la dicotomia fra il fascino e l’orrore, fra ciò che è visibile e ciò che è celato, sia la cifra distintiva di questa ex capitale, terra mitologica di sirene e sibille. Capita, pertanto, di imbattersi in Chiese che, viste con disattenzione, sembrano del tutto innocue, ma che, in realtà, nascondono significati arcani, difficilmente interpretabili.

S. Giovanni a Carbonara

La Chiesa di S. Giovanni a Carbonara è una di queste. Bombardata dagli anglo-americani nell’ultimo conflitto mondiale, fu chiusa al pubblico per molti anni. Sebbene sia stata pesantemente danneggiata, resta ancora una delle Chiese più belle ed importanti di Napoli. Già soffermandosi sulla scala monumentale, opera del Sanfelice, se ne intuisce l’importanza che dovette rivestire nei secoli passati. dsc_0233-1L’architetto del Palazzo dello Spagnolo, specializzato nell’ideare scale bizzarre e suggestive che sembrano anticipare di secoli le architetture impossibili di Escher, seppe dar vita ad una elaborata simmetria di scalini e di spazi che ricorda vagamente il numero otto, il numero dell’infinito, che ricorre ossessivamente all’interno dell’edificio.

Eppure, aldilà di questo elemento settecentesco, la Chiesa è contraddistinta, in massima parte, da elementi gotici e rinascimentali, elementi spesso intrisi di misticismo e di significati allegorico-morali. Perfino l’orientamento non è casuale; secondo una frequente impostazione medievale, la Chiesa era volta verso Gerusalemme e verso il sole nascente, simbolo di Resurrezione e di speranza escatologica per la venuta del Messia.

Un condensato di arte rinascimentale

All’interno dell’edificio, ciò che più desta meraviglia è la cappella Caracciolo del Sole, un vero e proprio condensato di arte rinascimentale. dsc_0187La cappella, di forma circolare e a pianta ottagonale, ha il pavimento interamente ricoperto da magnifiche maioliche di forma ottagonale che a loro volta s’intersecano formando un otto. Il colore blu di queste mattonelle è in parte sbiadito, a causa del trascorrere dei secoli e dei bombardamenti, ma in origine poter camminare su questo mare di piastrelle blu doveva essere ancora più magico ed estraniante.

Alcune di queste enigmatiche mattonelle, abbellite da motivi floreali e animali o raramente da teste abbozzate di uomini, sono oggi al British Museum, mentre altre, di colori diversi, sono appese alle pareti o è possibile ammirarle in punti del complesso ecclesiastico risparmiati dalle bombe. Di grande rilievo, sempre restando all’interno della Cappella Caracciolo del Sole, sono gli affreschi della prima metà del ‘400, con le storie eremitiche dei padri agostiniani e le storie della vita della Vergine. I cicli pittorici, la Crocifissione del Vasari e il monumento a re Ladislao di Durazzo sono vere e proprie perle artistiche, imperdibili per chi voglia immergersi nella Napoli rinascimentale.dsc_0232-1

I richiami alla Massoneria

Tuttavia, ritornando all’aspetto esoterico, nella cappella Somma evidente è il richiamo alla Massoneria, con la raffigurazione del celebre occhio inscritto nel triangolo, che rappresenta l’ A.·.G.·.D.·.G.·.A.·.D.·.U.·., ovvero “Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo”, oltre che i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza. Più in là, su una parete della Cappella Caracciolo del Sole, si nota, mimetizzata fra i colori, l’iscrizione d’un piccolo triangolo e le parole “antico ed accettato”, facendo forse riferimento ad una loggia scozzese e a riunioni clandestine. Questi pochi elementi riportano alla mente intricati collegamenti fra ambienti massonici e intellighenzia settecentesca, amplificando la strana atmosfera di questa Chiesa, permeata da un mistero oramai insondabile, destinato a rimanere tale.

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