Giovanni Scattone insegnerà grazie a “La Buona Scuola”

giovanni scattone

Tra i docenti assunti grazie al programma La Buona Scuola varato dal governo c’è anche lui: Giovanni Scattone, condannato nel’97 per l’omicidio di Marta Russo

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Condannato a 5 anni e 4 mesi nel’ 97 per l’omicidio della studentessa Marta Russo, Giovanni Scattone, a partire dalla prossima settimana, insegnerà Psicologia ai ragazzi dell’Istituto Professionale Luigi Einaudi di Roma.

Un’assunzione che non è passata inosservata ai colleghi che, come lui, sperano di buttarsi alle spalle anni precariato e supplenze e di ottenere la tanto agognata cattedra. Non sono mancate le polemiche ma non è la prima volta che questo caso desta scalpore: già nel 2011  Scattone aveva accettato una supplenza in Storia e filosofia al Liceo Cavour di Roma, lo stesso dove aveva studiato Marta Russo. Incarico che aveva poi deciso di abbandonare.

Non avendo subito l’applicazione della pena accessoria di interdizione all’insegnamento Scattone ha potuto superare il concorso a cattedra del 2012, classificandosi decimo nell’Ufficio Scolastico del Lazio. Oggi compare tra i docenti entrati in ruolo in questa prima tornata di assunzioni prevista da La Buona Scuola.

Dure le parole della madre della giovane studentessa vittima dell’omicidio: È assurdo che Giovanni Scattone continui a insegnare. Non è la prima volta – aggiunge – e ancora restiamo sconvolti. Non si può pensare che una persona del genere, che non ha neanche mai chiesto perdono, possa fare l’educatore. Tra l’altro con un posto fisso”. 

A onor del vero Giovanni Scattone ha scontato la sua pena e saldato il conto con la giustizia. Ciò che avrebbe dovuto destare scalpore fu la decisione, presa a suo tempo, da parte della Suprema Corte di non applicare la pena accessoria di interdizione all’insegnamento.

Ad oggi l’ex assistente di Filosofia del diritto pare avere tutte le carte in regola per poter iniziare ad insegnare ai ragazzi.

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Germana Giardullo
Ho conseguito la laurea magistrale in filosofia discutendo una tesi dal titolo "identità ebraica, male totalitario e giudizio nel pensiero politico di Hannah Arendt", con votazione 110 e lode. Attualmente mi dedico allo studio e all'approfondimento della questione ebraica e del conflitto arabo-israeliano. Sono attratta dal mondo della comunicazione e dalle nuove tecnologie d'informazione. Interessata alla politica, l'attualità e al cinema in generale. Nello specifico il cinema d'autore degli anni cinquanta, sessanta e settanta. Collaboro con la testata zon.it in qualità di responsabile di redazione.