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Il 15 Aprile 1990 moriva Greta Garbo, la "fata severa"

Il 15 Aprile 1990 moriva Greta Garbo, la “fata severa”

Ventisette anni fa moriva Greta Garbo: icona di stile anticonvenzionale, la diva degli anni ’30 difese strenuamente la sua libertà personale, sacrificando per questo la carriera. #AccadeOggi

Il 15 aprile 1990 a New York moriva Greta Garbo, nome d’arte di Greta Lovisa Gustafsson. Il 15 Aprile 1990 moriva Greta Garbo, la "fata severa"Nata a Stoccolma il 18 settembre 1905, l’attrice svedese, naturalizzata statunitense, è ancora oggi un’icona di stile, una diva del cinema d’altri tempi.

Terza di tre fratelli (Alva, morta giovanissima, e Sven), Greta Lovisa Gustafsson, figlia di un netturbino e di una contadina d’origine lappone, nel 1924, ormai già avviata alla carriera di attrice, che decise di cambiare il proprio nome in Greta Garbo, ispirandosi a quello del sovrano ungherese del XVII secolo, Bethlen Gábor.

Eterea ed anticonvenzionale, amava sentirsi libera e vestire in maniera molto informale, diventando suo malgrado un’icona di stile, caratterizzato da un abbigliamento androgino, ma allo stesso tempo estremamente sensuale. Federico Fellini, parlando di lei, la definì la “fata severa”.

Il 15 Aprile 1990 moriva Greta Garbo, la "fata severa"Malinconica e schiva fin da bambina, forse anche affetta da un bipolarismo mai diagnosticato, difendeva strenuamente i suoi momenti di introspezione, la sua intimità e il suo modo di essere: “Non ho mai detto: “Voglio essere sola.” Ho detto: “Voglio essere lasciata in pace”. C’è un mondo di differenza”.

Il suo ultimo film, uscito nel 1941, Non tradirmi con me  fu un insuccesso, determinandone di fatto il capolinea della sua carriera: allora Greta Garbo, “la divina” o “The Face”, il volto di Hollywood, decise di ritirarsi e di scomparire.

Il repentino e prematuro lascito cinematografico, probabilmente furono anche la netta scelta di vivere emancipatamente, lontano dai riflettori e dal giudizio del suo pubblico, l’amore con Mimi Pollak.

 

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About Rossella Della Vecchia

Rossella Della Vecchia
Classe 1986, specializzata con lode in Storia dell'Arte Contemporanea [cattedra di Carla Subrizi, La Sapienza] con la tesi “Trouble Every Day: Tous Cannibales, la voracità da tabù ad arte, dall’arte alla società”. Da sempre interessata all’arte come alla scrittura, e alla comunicazione in genere, scrive di cultura, politica e attualità. Storica dell’Arte, esperta SEO e freelancer per vocazione, attualmente collabora anche con Artribune e Tiragraffi Magazine. Da marzo 2013 cura un personale blog sull’arte: ArtFriche Zone. “Soltanto quando il senso di associazione nella società non è più abbastanza forte da dare vita a concrete realtà, la stampa è in grado di creare quell’astrazione, il pubblico” (Dwight MacDonald).

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