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Il pianeta delle scimmie, storia di un successo ancora vivo

Oggi 13 luglio 2017 arriva nelle sale The War – Il pianeta delle scimmie, l’ultimo capitolo della saga reboot ispirata al romanzo omonimo di Pierre Boulle, portando a termine il lungo viaggio iniziato nel 1968

Nel 1963 Pierre Boulle pubblica un romanzo di fantascienza destinato a gloria imperitura soprattutto nelle sue varie trasposizioni sul grande schermo. Il libro ha per titolo ‘Il pianeta delle scimmie’ e la 20th Century Fox ci mette soltanto cinque anni per fiutare l’affare. Infatti, nel 1968 Hollywood distribuisce il primo episodio della saga che vede nei panni del protagonista l’affermatissimo Charlton Heston, vincitore nel 1960 del premio Oscar come migliore attore protagonista nel famoso colossal Ben Hur.

Un film dal messaggio sempre attuale

Diretto da Franklin J. Schaffner, il primo film racconta del viaggio spaziale dell’astronauta George Taylor che con la sua squadra si trova a bordo della navicella Icarus con lo scopo di trovare un nuovo pianeta abitabile lontano dalla Terra. Un guasto improvviso fa precipitare la navicella su un pianeta misterioso, in cui gli uomini sono quasi dei cavernicoli, cacciati e considerati una minaccia da evolute scimmie padroni del pianeta. Dal profondo significato, la pellicola porta lo spettatore a domandarsi quanto gravi potrebbero essere le conseguenze del comportamento scellerato dell’essere umano nei confronti di un pianeta bistrattato. Iconica e imperitura la scena finale in cui Taylor, dopo essersi reso conto di trovarsi soltanto sul pianeta Terra, ma proiettato nel futuro, e trovandosi davanti alla Statua della Libertà in rovina e quasi totalmente coperta dalla sabbia, pronuncia la famosa frase: “Voi uomini l’avete distrutta! Maledetti, maledetti per l’eternità, tutti!”

A questo primo episodio seguono ben quattro sequel che si dilatano fino al 1973 e, sempre negli anni ‘70, prende vita la prima di due serie tv dedicate.

Battuta d’arresto e rinascita prorompente

Nel 2001 mette le mani sul prodotto nientemeno che Tim Burton, con un risultato però tutt’altro che esaltante nel suo personalissimo remake del film originale del ’68, Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie.

Finalmente la scossa di cui c’era bisogno viene data nel 2011 dal quasi esordiente regista Rupert Wyatt che dà il là ad un successo inaspettato e a un ottima pellicola. Prequel e reboot  della serie originale, L’alba del pianeta delle scimmie vede protagonisti James Franco ma soprattutto Andy Serkis (Gollum ne ‘Il Signore degli Anellli’) nei panni dell’evoluta scimmia Cesare che guida la ribellione della sua specie contro gli umani.

Il sequel del 2014, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, viene affidato a Matt Reeves. Le atmosfere si incupiscono e il film, dai tratti profondamente apocalittici, rallenta nei ritmi rispetto all’episodio precedente ma colpisce lo spettatore che si trova a stringere un forte legame emotivo con Cesare, costretto a una lotta interiore tra il suo lato umano e quello scimmiesco. Oltre a combattere con se stesso, l’evoluta scimmia e i suoi compagni dovranno vedersela con problemi intestini ma soprattutto con gli umani, pronti alla lotta per la sopravvivenza.

Alla regia dell’ultimo episodio della trilogia, The War – Il pianeta delle scimmie, è stato confermato Matt Reeves, a cui è affidato il compito di chiudere in bellezza una storia che finora ha affascinato e coinvolto. Ultimo ostacolo di Cesare questa volta sarà un cattivissimo Charles Hurrelson,un soldato che non ha nessuna intenzione di lasciare che il genere umano si lasci sopraffare da esseri da sempre ritenuti inferiori. L’attesa è alle stelle, le sensazioni sono buone, l’aspettativa è alta. Marciamo con Cesare nella sua ultima battaglia!

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About Cristian Ferraro

Cristian Ferraro
Dottore in Archeologia e storia dell'Arte, appassionato del mondo antico e dell'arte in genere, con una forte predilezione per il cinema e per tutto ciò che di bello gli appartiene.

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