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Ius soli, la nuova supercazzola del periodo pre-elettorale

Ius soli, il provvedimento che non vedrà mai la luce. La strategia renziana per recuperare la sinistra e non far approvare mai il ddl

Con la campagna elettorale ufficialmente aperta, pur non avendo nè date precise nè modalità specifiche di voto, alcuni degli argomenti più caldi degli ultimi tempi sono, senza dubbio l’immigrazione e lo Ius soli.

Il tema, esploso dopo le scorse amministrative e dopo le rimostranze (becere) dei sindaci siciliani, ha assunto sempre più centralità grazie anche alla discussione sullo ius soli che in questi giorni ha animato il dibattito politico.

Lo ius soli, però, con l’ufficializzazione del rinvio della discussione a settembre, ha fatto emergere un classico atteggiamento mascettiano che rende chiara la strategia in merito ad una tematica delicata e fondamentale per il nostro Paese.

Considerando l’evolversi della situazione, sono emersi due aspetti specifici grazie al quale si è ben compreso che, un provvedimento del genere, non verrà mai approvato.

Il primo aspetto che conferma questo dato è prettamente politico e, anche a causa del rinvio della discussione, porta alla luce il tipico gioco delle tre carte in salsa italica.

In pratica, il rinvio della discussione a settembre – a causa delle priorità sul tavolo dell’esecutivo – , genera un pensiero lineare su cosa sarà del ddl sullo ius soli.

Infatti, oltre alla mancata fiducia da parte del Governo – che su altri provvedimenti non si è mai fatta attendere – la riformulazione del diritto di cittadinanza non solo è stata inserita in un periodo in cui ci sarà talmente poco spazio da farla sprofondare nel baratro dei rinvii ad libitum, soprattutto a causa della legge elettorale ancora da “partorire”, ma verrà appositamente evitata ancora per evidenti difficoltà a livello di maggioranza.

Questo aspetto, interamente politico, si collega direttamente alla strategia messa in atto dal partito di maggioranza relativa tramite il suo segretario, in cui ci si basa, sostanzialmente, sia su una teoria dell’unicum decisionale che sulla costruzione di una nuova forma mentis partitica dove vengono abbracciate diverse posizioni contrastanti fra loro.

In sostanza, dopo lo scivolone di Renzi sugli “aiuti a casa loro”, l’ex Presidente del Consiglio ha ben capito di continuare a perdere l’elettorato storico di sinistra.

Ponendosi totalmente a favore del ddl sullo ius soli, consapevole dell’impossibilità di portare a termine l’iter parlamentare a causa della variegata maggioranza presente, Renzi cerca di porre al centro del dibattito questo argomento, sicuro del suo rinvio alla prossima legislatura, in modo da recuperare, almeno in parte, coloro che lo hanno ampiamente abbandonato negli ultimi tre anni.

In questo modo, quindi, il rischio è quello di non vedere mai una riforma del genere nel nostro ordinamento, dando furbamente la colpa all’azione delle opposizioni, proprio a causa di questa nuova supercazzola, messa in atto esclusivamente per scopi propagandistici.

 

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