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J.K. Rowling e la magia di una parola

J.K. Rowling, l’autrice della saga di Harry Potter, nasce il 31 Luglio del 1995. Parliamo di lei in un percorso incentrato sulle donne e la letteratura.

Il connubio donne-letteratura è stato bistrattato e ignorato per molto tempo. Nella storia letteraria sono poche le autrici conosciute con il loro nome, senza l’ausilio di pseudonimi maschili, tuttavia, se penso a alle figure più influenti nella letteratura dei giorni nostri a livello mondiale, il primo nome che mi viene in mente è proprio quello di una donna. O meglio, il primo nome che mi viene in mente è quasi una sigla: J.K. Rowling. Precisamente Joanne Kathleen Rowling, nata il 31 Luglio del 1965, è l’autrice della fortunata saga Harry Potter, un fenomeno mondiale che non può esser definito soltanto “fortunato”. All’interno di ognuno dei sette libri c’è tutto: mitologia, letteratura greca, letteratura latina, personaggi originali e complessi e una fantasia senza confini.

L’autrice ha passato buona parte della sua vita impegnata nella stesura della saga, contro il volere del padre e affrontando l’assenza della madre, morta negli anni della sua adolescenza. La Rowling, dopo aver concluso la saga di Harry Potter, è tornata in libreria con una nuova serie di romanzi sotto lo pseudonimo maschile di Robert Galbraith. “Ho scelto di tornare a scrivere con uno pseudonimo per vedere se i miei libri potessero riscuotere lo stesso successo senza che il pubblico sapesse che l’autrice sono io. E ha funzionato.” ha dichiarato a proposito J.K., riportando poi alla luce anche la storia della scelta di pubblicare il primo libro di Harry Potter inserendo soltanto le iniziali del suo nome. Forse è vero, come affermato dalla stessa Rowling, che gli uomini in letteratura sono presi più sul serio, nonostante la presenza di autrici illustri sia nel panorama odierno che in quello passato. Nonostante questo e nonostante la sua volontà di pubblicare sotto pseudonimo, J.K. Rowling ha dato grande importanza alle donne all’interno dei suoi romanzi. Lo stesso personaggio protagonista, Harry Potter, deve la propria salvezza all’amore di sua madre Lily, donna coraggiosa che pur di salvare suo figlio ha sfidato il mago oscuro più potente di tutti.
E’ la devozione di una donna e per una donna a proteggere Harry durante il suo percorso che lo porterà a capire di doversi sacrificare per permettere la sconfitta del suo nemico. Ovviamente la fine della storia la conosciamo tutti.

J.K. Rowling e la magia delle parole

Hermione, l’amica storica di Harry Potter, è colei che con la sua intelligenza e perspicacia guida l’eroe nella direzione giusta. Proprio lei sembra essere il personaggio più vicino al carattere di J.K. Rowling, che ha voluto mettere su carta un po’ della ragazzina che sentiva di essere fra i banchi di scuola, con l’aggiunta della grande dote del coraggio e della determinazione. Certo, proprio il coraggio non sembra mancare a quest’autrice, che prima della pubblicazione del suo primo libro ha dovuto vivere quasi in povertà, giostrandosi fra le attenzioni richieste dalla sua bambina e la scrittura. Nel documentario sulla sua vita realizzato all’indomani della pubblicazione di Harry Potter e i Doni della Morte, l’ultimo libro della saga, l’autrice torna nella casa che l’ha vista alle prese con i suoi primi passi all’interno del mondo magico e si commuove ripensando al proprio passato. Le difficoltà affrontate in quanto donna sola con un figlio non sono state poche.

Nonostante questo sembra magica, o forse lo è, l’idea che ogni giorno da qualche parte nel mondo, una donna sedesse all’ultimo tavolo di un pub armata di carta e penna e continuasse a scrivere, a immaginare, a cambiare. C’è qualcosa di magico nel suo trasformare in eroine delle madri, delle ragazzine insicure, senza minimamente immaginare che quegli stessi personaggi avrebbero potuto ispirare una generazione e invogliarla a somigliare a quelle parole, ad essere migliore. E’ un incantesimo, forse, che una donna col nome di un uomo abbia portato nel mondo così tanta magia, che magari ha poco a che vedere con le bacchette incantate e con le scuole piene di maghi, ma che ha a che fare con le parole. Le stesse che l’hanno portata fuori dalla sua piccola casa, da quel pub sempre uguale in cui si rifugiava a scrivere, dai problemi e dal matrimonio andato male. Perché J.K. Rowling ha reagito a tutto quello che la vita le ha riservato, anche quando era solo Joanne ed è forse questo quello che l’ha resa, prima di ogni suo personaggio, un’eroina.

“Le parole sono, secondo la mia opinione, la nostra massima inesauribile fonte di magia”   

 

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About Gabriella Mazzeo

Gabriella Mazzeo
Vent'anni di chiacchiere, aspirante giornalista con una predisposizione al troppo caffè. Studentessa di Lettere moderne, appassionata di cinema, serie tv, libri. Scrivo dove posso, anche quando non posso. Temibile femminista.

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