L’ Esorcista di William Friedkin, l’horror di sempre

L’ Esorcista di William Friedkin, l'horror di sempre

Il 19 giugno 2013 nelle sale ritornava, dopo la riscoperta del 2000, con una versione completamente restaurata, L’ Esorcista di William Friedkin (26 dicembre del 1973): il film più spaventoso di tutti i tempi. Un trionfo della riuscita drammatica grazie alla capacità del regista di mettere in scena il Male in una dimensione domestica. #AccadeOggi

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L’ Esorcista, il capolavoro di William Friedkin, si apre sull’emblematica scena del ritrovamento di una sinistra statuetta durante degli scavi archeologici nel nord dell’Iraq. L’ Esorcista di William Friedkin, l'horror di semprePoi veniamo dirottati a Georgetown, quartiere di Washington, in un’atmosfera urbana livida e asettica, nella quotidianità della classe benestante, sconvolta dall’irruzione dell’inconcepibile soprannaturale. Qui la dodicenne Regan MacNeil (Linda Blair), dopo aver giocato con una ouija board, inizia a manifestare strani comportamenti: quando la medicina fallisce, Chris, la madre (Ellen Burstyn) si rivolge ad un prete esorcista.

Tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, che ne ha firmato anche l’adattamento cinematografico, la storia di Regan è ispirata ad un fatto realmente accaduto: nel 1949 fu praticato l’esorcismo su un tredicenne del Maryland.

L’ Esorcista di William Friedkin, l'horror di sempreLa produzione fu funestata da una serie infinita di incidenti, che ne hanno alimentato l’alone paranormale: dagli incendi sul set che colpirono ogni stanza ricostruita, tranne la stanza da letto di Regan, alle continue rotture dei macchinari necessari alle riprese; dalle morti durante le riprese, fino all’uscita del film, quando, nella sera della prima italiana a Roma, nel pieno di un tempesta, un fulmine colpì un’antica croce di ferro di una chiesa vicina, che cadde al centro della piazza. La stessa Linda Blair, nonostante il successo del film, non riuscì mai a far decollare la sua carriera, intrappolata dalla fama del macabro ruolo.

L’ Esorcista di William Friedkin, l'horror di sempreDopo la rivoluzione attuata da Psycho, gli anni ’70 e ’80 segnarono il trionfo dell’horror d’autore, con Roman Polanski (Rosemary’s Baby, 1968),Werner Herzog (Nosferatu, 1978) e Stanley Kubrick (Shining, 1980). Friedkin ha messo in camera il conflitto tra il Bene e il Male, nella perfetta progressione degli eventi  fino al rituale esorcistico, spettacolare e sensazionalistico come mai si era visto prima: gli effetti speciali e il make-up di Dick Smith ricercano la verosimiglianza, rendendo credibile ogni scena.

L’ Esorcista di William Friedkin, l'horror di semprePer questo, L’ Esorcista è stato il primo horror i cui meriti artistici sono stati riconosciuti unanimemente sia dal pubblico che dalla critica, e il primo a ottenere delle nomination agli Oscar e a vincerne due: per la migliore sceneggiatura non originale e per i migliori effetti sonori.

Un capolavoro rimarcato dalla colonna sonora nella quale spicca “Tubular Bells” di Mike Oldfield, che rende perfettamente il gravitante senso tensivo, e dal ricorso alla figura dell’esorcista, diventata da allora una nuova icona dell’horror.

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