Legge elettorale, una riforma fondamentale tra franchi tiratori e diktat

Legge elettorale, una riforma fondamentale tra franchi tiratori e diktat

Legge elettorale, la nuova riforma si blocca dopo soli due giorni. Dietro lo strappo le defezioni del partito di maggioranza relativa

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Era l’obiettivo della Legislatura cominciata nel 2013 con Letta, poi è diventata l’obiettivo per trasformare il sistema costituzionale, con successiva bocciatura della Consulta, ed ora rimane un vero e proprio tabù.

La legge elettorale, tema fondamentale a pochi mesi dalla fine della Legislatura, resta ancora in un limbo fatto di calcoli, strategie e “mosse” elettorali in vista delle amministrative.

Il mega accordo, scaturito in commissione grazie all’unione di intenti tra Pd – M5S – FI, è infatti ufficialmente saltato ed ora il nostro Paese si trova ancora privo delle regole per eleggere i propri rappresentanti nelle istituzioni nazionali.

Legge elettorale, una riforma fondamentale tra franchi tiratori e diktat

Ciò che è balzato agli occhi da questa due giorni di voto alla Camera, però, ha permesso di far emergere alcuni punti fondamentali che, al netto delle “minime” modifiche apportate da ogni gruppo sul testo base, evidenziano un piano esclusivamente politico senza alcuna meta.

Il primo dato viene evidenziato dal duro atteggiamento della maggioranza Pd dopo l’approvazione dell’emendamento, promosso da M5S e supportato da MdP, SI e FI, sul sistema vigente in Trentino Alto Adige.

Il documento, in cui si propone un proporzionale puro al posto del Mattarellum, ha praticamento falto saltare l’intero banco per questioni che appaiono a dir poco minimali.

In pratica, il Pd ritiene l’accordo, stipulato in commissione, saltato per questa modifica, pur non rappresentando la stessa una variazione sostanziale dell’intero impianto nazionale.

A questa netta presa di posizione, inoltre, si aggiunge anche il tabù del voto segreto e del conseguente errore compiuto a Montecitorio.

Difatti, escludendo le defezioni dei proponenti e degli altri gruppi di opposizione, la tabella, che ha svelato in maniera palese la scelta dei deputati, ha reso nota una frattura più che evidente nel partito di maggioranza relativa, letteralmente flagellato da fratture rese poco evidenti nel corso della contrattazione extraparlamente.

Nel marasma generale, a perderci è l’Italia e l’italiani che, dopo aver subito due leggi elettorali incostituzionali, si ritrova ancora senza regole per eleggere i propri rappresentanti, pur subendo le decisioni di coloro eletti in maniera illegittima.

 

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