Malaffare, una band tutta da scoprire

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Intervista esclusiva ai Malaffare, emergente acoustic tribal, power folk band campana. I loro progetti per il futuro? “Suonare il più possibile”

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Eccoci qui a parlare dei Malaffare, interessantissima acoustic tribal,  power folk band campana, composta da giovanissimi, nata quasi per caso a S. Paolina, un piccolo paese dell’avellinese, che da poco  ha terminato il suo tour estivo.

Pare che l’emergente band avellinese stia riscuotendo vasti consensi da più parti, grazie alla loro singolare capacità di inventiva, che merita assolutamente di essere supportata.

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Malaffare

Questi sono i Malaffare: Carmine Salerno (voce, chitarra acustica, kazoo), Angelo Leone (chitarre), Angelo Censullo (percussioni), Mirko Parente (percussioni e cori), Angelino Cecere (Barone Rosso, basso elettrico) e Daniele Principe (batteria), i quali partendo dai suoni e dai feedback di  Fabrizio De Andrè, Modena City Ramblers, Daniele Silvestri, Manu Chao, Mannarino, Jovanotti, Bob Marley, Bandabardò, sono approdati ad una interpretazione piuttosto personale ed originale dell’acoustic tribal power folk, dimostrando nonostante la giovane età una dose di personalità ed iniziativa non comune.

Noi di ZON, li abbiamo contattati per sapere più su di loro.

“La vita è un intreccio di differenze, è un’alchimia imperfetta di gioia e disperazioni, di successi e fallimenti, di colori e grandi bui. Tutto si può dire tranne che ci sia qualcosa di normale, le regole sono sempre personali e ogni regola è un’eccezione. Raccontiamo vizi ed eccessi, tentativi di eroismo spicciolo, quotidiane lotte per la sopravvivenza. Storie di partigiani e di tiranni, di libertà e di schiavitù. Storie di corruzione e di miserabile onestà, di amori perduti e amori impossibili. Tutto questo malaffare ci appartiene, è intorno a noi e a noi non resta che viverlo e raccontarlo. Nessuno di noi è escluso, nessuno di noi può pretendere di essere normale, giusto o salvo.
Signore e Signori queste sono situazioni di contrabbando, tutte storie di malaffare”.

Malaffare, come è nato il gruppo, la scelta del nome e il tipo di musica che proponete?

Prima di formare il gruppo abbiamo spesso suonato tra di noi con i nostri strumenti acustici, a volte dopo una cena tra amici, quindi abbiamo semplicemente trasportato quelle atmosfere e quella voglia di divertirci in un progetto musicale vero e proprio, rimanendo su arrangiamenti per lo più acustici. Il nome è stata un’intuizione del cantante.

Vi siete ispirati e/o vi ispirate tutt’ora a qualcuno per le vostre scelte artistiche?

Ci confrontiamo spesso tra di noi e testiamo le scelte musicali soprattutto nei live. Ci interessa capire le reazioni del pubblico.

Avete mai pensato di partecipare ad un talent show? (tipo Amici, X Factor, Italia’s got talent ecc.)  e  che cosa pensate del panorama musicale contemporaneo?

Non abbiamo mai pensato ad un talent show, poi per quanto riguarda la scena musicale è difficile dare un’opinione univoca. Ognuno di noi ha ascolti differenti.

Se la vostra carriera fino ad oggi fosse una play list di 5 brani quali sarebbero?

Clandestino (Manu Chao), Sient a mme (Roy Paci – Raiz), Napulitan (Jovine – O’ Zulù), Me so ‘mbriacato (Mannarino) e 20 bottiglie di vino (Bandabardò).

Progetti per il futuro? Che strada prenderà la vostra musica? Non vi viene la tentazione di ricercare una platea più vasta, magari con un’altra etichetta e di rendere più accondiscendente il vostro sound?

Sicuramente suonare il più possibile. In futuro magari potremo proporre pezzi inediti.

Per info e contatti www.facebook.com/malaffaremusic

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