MasterChef e la finalissima tra mille polemiche

MasterChef e la finalissima tra mille polemiche

Si è conclusa la quinta edizione di MasterChef Italia: a sorpresa, e tra mille polemiche scatenatesi sul web, a trionfare è stata Erica

project adv

Si è conclusa da poco la quinta edizione italiana di MasterChef e a vincere è stata Erica.

Certo questa passerà alla storia, probabilmente, come l’edizione più criticata e discussa di MasterChef Italia.

A ogni post pubblicato dai canali social della trasmissione, siano stati essi via Facebook, Twitter o YouTube, molte (e negative) sono state le reazioni dei fans italiani.

MasterChef e la finalissima tra mille polemicheMolti hanno imputato ai quattro giudici della gara (Bruno Barbieri, Joe Bastianich, Carlo Cracco e, la new entry di questa edizione, Antonino Cannavacciuolo) di essere troppo permissivi con coloro che, a detta del pubblico, erano i loro preferiti, e quindi i preferiti della produzione, e di essere troppo severi, come un giudice di MasterChef dovrebbe essere (versione USA docet), con coloro che risultavano non rientrare nelle corde della simpatia dei giudici stessi.

E così il popolo del web si è indignato per l’eliminazione al primo errore di Dario, Lucia, Mattia e Maradona, per la verità tutti e quattro dei cuochi amatoriali di ottimo livello e che meritavano, secondo l’opinione di chi scrive, di avanzare nella gara fino a raggiungere l’agognata finalissima di stasera.

D’altra parte la stessa indignazione hanno mostrato i fans del programma per il “salvataggio” delle stesse due concorrenti, Erica e Alida, che si sono ritrovate in finale nonostante un atteggiamento non proprio da chef.

MasterChef e la finalissima tra mille polemicheMolti telespettatori hanno imputato alle due aspiranti chef mancanza di umiltà e mancanza di rispetto verso gli altri concorrenti; ma, soprattutto, in tantissimi hanno notato che Alida ha cucinato sempre gli stessi piatti e gli errori a raffica fatti da Erica e che non sono stati puniti dai giudici come per gli altri concorrenti. Così, alla rinfusa, ricordiamo gli arancini senza sapore e, soprattutto, senza riso, le “bombette” pugliesi fatte con il polmone e non con il capocollo, la pasta, cucinata in vaso-cottura, galleggiante nella sua stessa acqua di cottura, e, dulcis in fundo, i percebes galiziani completamente rovinati in una ricetta troppo carica di sapori nonostante le indicazioni di un esperto del settore e della materia prima di mantenerli quanto più semplici possibili.

È stato tutto questo, unito probabilmente a una certa stanchezza del format, che ha decretato il successo parziale di questa quinta edizione di MasterChef Italia: i numeri dell’auditel e le percentuali di share sono sempre stati buoni, ma non sono stati eccezionali se paragonati con le precedenti edizioni. Forse il pubblico si è stancato del programma, e l’inserimento del quarto giudice Cannavacciuolo ne può essere una prova, e, allo stesso modo, è probabile che il cast di cuochi amatoriali selezionati per questa nuova edizione non sia stato tanto apprezzato dal pubblico televisivo che, alla fine, risulta essere il giudice supremo del successo o meno di qualsiasi tipologia di programma TV.

Fonte foto: masterchef.sky.it

Video del giorno

CONDIVIDI
Articolo precedenteLibia, uccisi due italiani dei quattro rapiti nel 2015
Prossimo articoloMittenwald: nel “vivace libro illustrato” dove nascono i violini
Laureato in Lettere, curriculum Pubblicistica, il 25 maggio 2010 e poi in Filologia Moderna il 13 marzo 2013, Gerardo (per gli amici Jerry) inizia la sua collaborazione con ZerOttoNove nel giugno 2013 occupandosi della cronaca e delle vicende politiche di Calvanico (sua cittadina di residenza), trattando dei più svariati eventi e curando la rubrica CanZONando che propone, di volta in volta, l'attenta e puntuale analisi dei migliori brani della storia della musica. Caporedattore di ZerOttoNove e di ZON.it, WordPress & SEO specialist, operatore video e addetto al montaggio (in casi estremi), Gerardo ha molteplici interessi che spaziano dallo sport alla letteratura, dalla politica alla musica all'associazionismo.