21 Aprile 2015 - 11:27

Naufragio, causato da una collisione

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Il naufragio dei migranti causato dalla collisione con una nave arrivata per i soccorsi. Arrestati i due scafisti; per Renzi si deve parlare di “crisi umanitaria”

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I pochi sopravvissuti al naufragio nel canale di Sicilia raccontano dettagli. Sarebbe stata una collisione, con una nave che era arrivata nelle vicinanze del barcone per prestare soccorso, a causare la tragedia nel mare italiano.

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Naufragio migranti, causato da collisione

Tra i superstiti, solo 18 hanno trascorso la notte al Centro accoglienza a (Cara) di Mineo, che si trovavano sulla nave Gregoretti della Guardia Costiera con la quale sono sbarcati poco prima di mezzanotte nel porto di Catania. Sull’imbarcazione militare erano complessivamente 27 i superstiti e tre di loro sono stati accompagnati dalla Polizia di Stato in una struttura riservata per essere sentiti come testimoni. Una ricostruzione dei fatti considerata importate dalla Dda della Procura di Catania, che intende rispettarla e impedire “contaminazioni”.

Sarebbero stati individuati i due presunti scafisti detenuti a Catania, proprio grazie alle testimonianze: un tunisino ritenuto il Comandante del peschereccio naufragato, e un siriano, suo assistente di bordo in attesa dell’interrogatorio del Gip.

Fermati i due scafisti, confermato anche dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, sono accusati di omicidio colposo plurimo, naufragio e favoreggiamento d’immigrazione clandestina. I due, ha spiegato il procuratore di Catania Giovanni Salvi, sono stati indicati dai sopravvissuti che erano a bordo della nave Gregoretti e riconosciuti anche dal giovane del Bangladesh, ricoverato in ospedale a Catania a cui sono state mostrate delle fotografie.

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Naufragio migranti, causato da collisione

Si sono salvati “aggrappandosi ai morti” per non finire a fondo, riuscendo a superare la strage di due giorni fa. Arrivati i soccorritori, sono arrivati nella zona dove si è capovolto il barcone a notte fonda. Immediatamente sono iniziate le ricerche a bordo dei gommoni. “Durante le ricerche in mare dei cadaveri – raccontano – abbiamo trovato due persone vive in mezzo ai morti“. “Erano allo stremo delle forzeaggiunge chi ha partecipato all’operazione di recupero hanno urlato con le loro ultime forze perché hanno sentito il rumore del motore e siamo riusciti ad individuarli e a salvarli. Non avrebbero resistito ancora a lungo“.

Renzi dichiara guerra ai mercanti di morte, come soluzione più tangibile per bloccare questo sistematico trasporto di migranti, perché non si deve parlare solo di naufragio, ma di “crisi umanitaria”. Mentre il premier Matteo Renzi parla a Palazzo Chigi al fianco del primo ministro maltese Muscat, nel Mediterraneo, all’altezza della Libia, vengono avvistati altri tre barconi. Il premier ripete che il problema non è il soccorso in mare – che c’era anche sabato scorso – ma è quello di bloccare gli “schiavisti del XXI secolo” in partenza. “Prenderli deve essere una priorità per la comunità internazionale“, assicura e annuncia “interventi mirati” per bloccarli da presentare al vertice straordinario di giovedì prossimo.

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