Ricetta afrodisiaca ed il giusto vino da degustare per una cena perfetta

afrodisiaca
Foto di Francesco Saverio Russo

Tra fisiologia e suggestione, il potere afrodisiaco del cibo e del vino è un argomento dibattuto nei secoli e che ancora oggi provoca tanta curiosità ed interesse.

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Nelle società Greca, Etrusca e Romana si credeva fermamente per motivi magici, religiosi o terapeutici, all’intima connessione tra tavola e letto.

Ma possono i cibi essere realmente afrodisiaci? Esiste veramente un rapporto fra tavola e letto?

Secondo la scienza medica, esiste soltanto un rapporto indiretto fra il cibo e il desiderio sessuale. L’effetto sarebbe legato più alle modalità in cui la cena viene consumata, cioè l’atmosfera, l’intimità, che a un processo chimico nel nostro organismo. Più in generale si pensa che ciò che possa rendere davvero eccitante, afrodisiaca una cena siano più che altro i pensieri, gli sguardi, i gesti di chi partecipa. Ed è proprio in queste percezioni sensoriali, capaci di provocare sguardi e gesti di reciproca intesa e di profonda complicità, che risiede e vive il vero potere afrodisiaco del cibo, perché la stimolazione del palato non tarda mai a espandersi e coinvolgere tutti gli altri sensi.

Così, insieme al piacere della gola, la stessa Afrodite balza protagonista, perché le sensazioni gustative inconsciamente rievocano le molte altre piacevoli sensazioni corporee, fino a unire indissolubilmente eros e cibo. Ecco perché una cena afrodisiaca ben servita a base di ingredienti ben scelti abbinati al vino giusto rappresentano un aiuto innegabile allo sviluppo della sessualità.

La cucina afrodisiaca la si può paragonare alla magia: si tratta di mescolare nelle giuste quantità determinati ingredienti, come in una pozione magica. Vediamo una ricetta afrodisiaca dalla combinazione di sapori e odori che inebrieranno i cinque sensi.


Riso Venere agli scampi con tartare e stracciatella di bufala

Ingredienti per 2 persone:Ricetta di Salvatore Avallone

– 250g di riso venere
– 10 scampi medi
– 200g di stracciatella di bufala
– 10 pomodorini freschi
– 1 spicchio d’aglio
– Olio Evo, prezzemolo, erbette aromatiche, sale e pepe q.b.

1  Sgusciate gli scampi , togliete il budellino, sminuzzate la polpa e con le teste preparate una bisque, facendole rosolare in olio, aglio ed erbette aromatiche ed aggiungendo dell’acqua fredda. Fate insaporire fino al raggiungimento dell’ebollizione. Filtrate il brodo ottenuto e tenetelo da parte.

2  In una padella rosolate in abbondante olio Evo lo spicchietto d’aglio e i pomodorini freschi, appassendoli con parte della bisque.

3  In un’altra casseruola riportate in ebollizione la bisque e fate cuocere il riso per almeno 25/30 minuti. Scolatelo e ripassatelo nella padella con il sughetto preparato in precedenza e solo alla fine aggiungete la polpa degli scampi precedentemente sgusciati.

 Servite il riso in un piatto fondo adagiandovi uno scampo crudo al centro, la stracciatella di bufala e guarnendo con erbette aromatiche fresche.

Ricetta di Salvatore Avallone

 

Il vino perfetto

Il vino perfetto da degustare ce lo racconta il wine blogger Francesco Saverio Russo, il quale con la sua passione innata per la scrittura non esita ad elargire consigli per la scelta del vino perfetto da abbinare alla ricetta. Lui stesso ama e preferisce abbinare emozioni, per cui basterà leggere le sue parole, chiudere gli occhi, emozionarsi e capire che la vera seduzione nasce da un buon piatto e da un calice da degustare lasciandosi trasportare dalla magia che entrambi riescono a creare. Ecco i suoi consigli emozionali:

Afrodite e Dioniso, Venere e Bacco… amore, bellezza e fertilità incontrano e non si scontrano, bensì si fondono con l’estasi e la liberazione dei sensi in un turbinio di emozioni ed eccitazione enogastronomica, capace di far vibrare papille gustative e le giuste corde dell’anima.Un incontro di-vino, tra la Dea Cucina ed il Dio Vino in cui sarebbe riduttivo proporre un abbinamento tecnico, per concordanza, per contrasto o per territorialità, bensì trovo molto più eccitante abbinare a questo piatto un’emozione.

Foto di Francesco Saverio Russo
Foto di Francesco Saverio Russo

L’emozione che ho scelto è quella naturalmente unica di un Vino “diverso”, il Quartara di Lunarossa vini e passione. Passione che volutamente il produttore, vignaiolo, enologo e sognatore ha inserito nel nome della propria Cantina, perché alla base di ogni pulsione compresa quella enoica.

Un Fiano che giace per lunghi giorni ed ancor più lunghe e passionali notti su bucce cariche dell’essenza del piacere e dei colori dell’anima, per poi fermentare con enfasi ed equilibrio in otri di terracotta (le quartare) che le stesse baccanti troverebbero familiare.Intenso nel calice, ancor più in bocca in cui il calore di Bacco e la freschezza di Venere danzano insieme in un compendio armonico di sincero sentimento e puro godimento.

Il picco della sua intensità, però, questo Vino lo raggiunge nel cuore, dove diventa un corroborante di una sana e spontanea ricerca del piacere dei sensi. Fatto della stessa materia dei sogni? No, fatto di un liquido tangibile e concreto, che lascia il segno nel scorrerci dentro, ma che i sogni li sa creare e materializzare.” 

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