Il ricordo di Chuck Berry, il padre del Rock and Roll

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Nella notte ci ha lasciato il leggendario Chuck Berry, per ricordarlo abbiamo scelto di lasciar parlare i suoi successi e l’impatto che hanno avuto sulla cultura di massa

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Chuck Berry fu il primo ad inserire la chitarra come elemento chiave in una canzone mainstream, ne è un chiaro esempio il suo singolo di debutto che gli garantì il 5 posto nella classifica americana “Maybellene”, che viene spesso definita “La prima canzone Rock and Roll”.

“Rock and Roll Music” oltre ad essere un singolo del 1957 di Berry e pregevole esempio del genere, è stata una delle canzoni più utilizzate dai Beatles dal loro esordio. John Lennon era infatti fan del cantautore di Saint Louis, e nel 1971 dichiarò :”È uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, lo potresti chiamare un poeta rock. Egli era ben avanti nella lirica del suo tempo. Noi tutti dobbiamo molto a lui, incluso Dylan. Ho amato tutto ciò che ha fatto, sempre. Si trovava su un livello diverso da quello degli altri artisti.”

“School Days” è un classico esempio dello stile innovativo di Chuck Berry, egli fu infatti il primo ad introdurre tematiche adolescenziali fuse al Rock and Roll (in quegli anni stava nascendo la “ribellione giovanile”). Il brano viene considerato un brano chiave della storia del Rock e le numerose cover realizzate da artisti del calibro di AC/DC e soprattutto Led Zeppelin ne sono la dimostrazione.

“Sweet Little Sixteen” fu al centro di una disputa legale (risoltasi a favore del “padre del Rock”) tra Berry e i Beach Boys a causa della hit “Surfin’ USA” che utilizzava la stessa melodia della canzone del 1958. I Beach Boys furono costretti ad accreditare la composizione del brano al duo Berry/Wilson, perdendo parte dei diritti d’autore. “Surfin’ USA” non risentì del clamore mediatico e divenne uno dei brani più celebri della storia della musica.


Non tutti sanno che i Rolling Stones devono molto a Chuck Berry. Infatti, oltre alle numerose cover che hanno accompagnato la carriera di Mick Jagger e soci, il primo singolo del leggendario gruppo britannico è “Come on”, brano scritto e portato al successo da Berry nel 1961.

La musica di Chuck Berry è entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo anche grazie al suo inserimento in alcuni film cult. Quentin Tarantino inserì “You Never Can Tell” nel suo capolavoro “Pulp Fiction”, in una delle scene più famose del cinema: la danza di Uma Thurman e John Travolta durante una gara di ballo in un  locale kitsch anni ’50. 

Infine, la canzone che ha portato Chuck Berry nell’olimpo della cultura pop: “Johnny B. Goode”, il famosissimo riff accompagna la storia di un povero ragazzo che raggiunge il successo grazie alla sua straordinaria capacità di suonare la chitarra (proprio come Berry), incarnazione pura del sogno americano. Il brano tornò alla ribalta nel 1985 grazie alla scena cult di “Ritorno Al Futuro”, in cui il protagonista Marty McFly si esibiva emulando Chuck Berry tra lo stupore generale.

Oggi ci ha lasciato un artista straordinario, capace di influenzare generazioni di musicisti e di muoversi a passo di Duck Walk tra la linea (non molto sottile) che separava i cantanti di colore da quelli bianchi, fino ad arrivare alla leggenda.

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