Sanremo 2018, Claudio Baglioni conduttore e direttore artistico del Festival

Baglioni

Non solo direttore artistico, ma anche conduttore del Festival di Sanremo, la 68° edizione della kermesse in programma dal 6 al 10 febbraio 2018.

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La notizia sembra ormai essere ufficiale: Claudio Baglioni sarà il conduttore del Festival di Sanremo 2018. Non solo direttore artistico, dunque, come annunciato nelle scorse settimane, ma anche conduttore della 68° edizione della kermesse in programma dal 6 al 10 febbraio 2018.  La Rai scioglie così il vero grande dubbio della stagione televisiva che sta prendendo il via in queste settimane, affidando all’artista di indubbia fama l’onere di guidare la conduzione del festival.

Claudio Baglioni, dunque, spetta il compito di raccogliere la pesante eredità di Carlo Conti che ha collezionato un tris di ascolti record: 48.6% di share nel 2015, 49.6% nel 2016 e il 50.7% nel 2017 con Maria De Filippi. Ad affiancare il cantautore una presenza diversa ogni sera: un artista o la bellissima di turno. Sanremo non sarebbe certo un debutto televisivo per Baglioni, che nel 1997 ha condotto con Fabio Fazio Anima mia, con Gianni Morandi in tempi più recenti è stato protagonista su Rai1 delle serate evento Capitani coraggiosi e del concerto Avrai. Quasi 30 anni dopo, nel 2014, invece si esibì come ospite d’onore nell’ultimo Festival condotto da Fazio: “Questo piccolo grande amore“, “E tu“, “Strada facendo“, “Avrai” e “Mille giorni di te e di me” riscaldarono il cuore del pubblico durante la serata.

Baglioni

Dottore in Architettura, innamorato della musica e della sua famiglia, in prima linea nel campo della solidarietà tra interventi contro la violenza sulle donne e attività sul tema dell’immigrazione come il suo Festival, O’ Scià, che per dieci edizioni è stato appuntamento annuale sull’isola di Lampedusa. Impegnato, colto, decisamente romantico e in grado di mettere in fila parole che raggiungono il cuore di chiunque le ascolti senza limiti d’età. Claudio Baglioni, il prossimo anno, festeggerà anche  i suoi cinquanta anni di carriera, spegnendo le candeline di un percorso artistico lungo mezzo secolo e quale regalo migliore, se non la promessa di un Festival, in cui si ripropone di far innamorare ancora una volta il suo pubblico?

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Classe 1993, Laureata con lode in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo una tesi dal titolo "Aspetti dello sperimentalismo ovidiano: ars amatoria e remedia amoris". Attualmente impegnata nel corso di laurea magistrale in Filologia moderna. «M’abbandono all’adorabile viaggio: leggere, vivere dove guidano le parole», afferma Paul Valery e allo stesso modo, appassionata di lettura e di scrittura, credo fermamente nell'importanza e nella capacità persuasiva delle parole. Scrivere, per me, significa condividere: partecipare insieme, offrire del proprio ad altri, un'esperienza che affratella e, se vissuta da più punti di vista, più ricca, fertile di discernimento, di emozione comunicante, tutto ciò che la collaborazione con il team di Zerottonove, sono sicura, mi donerà. Propositiva, caparbia, sono attratta dalla possibilità di arricchire sempre più il mio bagaglio culturale, abbracciando qualsiasi esperienza che, nei limiti del possibile, si presenti, mai rinunciando a priori, perché ogni esperienza potrebbe essere un'occasione di svolta.