Siccità: Campania, Lazio e altre regioni a secco

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Regioni senz'acqua

La siccità sta mettendo in ginocchio molte regioni, non piove da mesi e si fa sempre più insistente l’ipotesi di razionare l’erogazione giornaliera di acqua

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In Campania la siccità, causata dalla carenza di precipitazioni degli ultimi mesi, sta mettendo seriamente a rischio le risorse idriche con conseguenze pericolose per il settore agricolo ed anche per la popolazione. Aree profondamente in difficolta sono i paesi dell’Irpinia che, puntualmente, giornalmente restano senza forniture idriche per 7 o 8 ore.

Manca l’acqua in Irpinia, dal Mandamento all’Alta Irpinia alla Valle del Calore fino alla Valle Ufita, alla Valle dell’Irno, nel capoluogo e nei comuni limitrofi. Il dramma preannunciato dal presidente dell’Alto Calore Raffaello De Stefano si sta manifestando ed espandendo in tutta l’Irpinia. E di soluzioni, per quest’anno, è meglio mettersi l’anima in pace, non ce ne saranno. Aumenta notevolmente il numero di comuni che dalle prime ore della sera fino al mattino, resteranno senza acqua. In alcuni casi come Ariano Irpino, Montecalvo Irpino, Villanova Del Battista, Zungoli, Grottaminarda, Mirabella Eclano, Bonito, Melito, Taurasi, non è neanche comunicata la data in cui termineranno le chiusure.

Nel Lazio la situazione non è migliore. Il presidente della regione Zingaretti ha concesso l’autorizzazione ad Acea per un più ingente prelievo di acqua delle sorgenti del Pretuso, ma solo per un periodo limitato. Zingaretti ha dichiarato “Purtroppo è una tragedia. Sta finendo l’acqua a Roma”. Il lago di Bracciano, una delle riserve idriche della metropoli, è ridotto ai minimi termini. Così una direttiva della regione Lazio ha vietato l’altro ieri  all’Acea (l’azienda comunale per l’acqua, la luce e il gas) di prelevare l’acqua dal lago di Bracciano a partire dal 28 luglio.

Zingaretti vuole evitare il rischio di disastro ambientale perché il livello del bacino è calato paurosamente negli ultimi mesi. È una corsa all’ultimo minuto per l’acqua, ma adesso solo l’arrivo di forti piogge ci può salvare. Il tifo per i temporali estivi è corale ed appassionato: per avere l’acqua e per combattere la soffocante afa con temperature sahariane attorno ai 40 gradi.

Le altre Regioni

Abruzzo, Calabria e Puglia in difficoltà, il settore olivicolo è in forte crisi, anche qui si pensa di chiedere lo stato di calamità naturale. Spostandoci al centro-nord, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, quest’ultima interessata la settimana scorsa da qualche precipitazione ha migliorato la sua situazione, si registrano comunque problemi agricoli; problemi più seri per Emilia Romagna e Toscana, la prima dove la siccità e le temperature torride hanno messo in crisi le località turistiche della zona romagnola che risentono della mancanza di acqua potabile; la seconda risente del problema siccità che ha fortemente colpito il settore agricolo tra cui i pomodori e le viti.

La situazione per ora non migliorerà, se non lievemente al centro nord dove in questi giorni sono previste piogge e temporali.

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