Stavo pensando a te di Fabri Fibra, scardina la tradizione del rap “cazzuto” e racconta il rimpianto amoroso

Stavo pensando a te è una hit da ascoltare e riascoltare

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Stavo pensando a te di Fabri Fibra risuona nelle radio italiane dal 22 settembre e ad ogni passaggio radiofonico sembra lasciare all’ascoltatore un qualcosa in più. Proprio come in un film dalla trama intricata, di quelli che tolgono il fiato, quelli da Oscar, similmente Stavo pensando a te, ad ogni ascolto offre un nuovo ed inedito spunto di riflessione.

Decima traccia dell’album “Fenomeno” di Fabri Fibra, pubblicato il 7 aprile 2017 per l’etichetta Universal, Stavo pensando a te è la track che fa la differenza, la punta di diamante, una kimera realizzata.

La collaborazione con Big Fish

La potenza sta nella produzione sonora del brano, in particolare nel sound curato dallo storico compagno di successi di Fibra, l’italianissimo Massimiliano Davanti, ex Sottotono ed oggi noto come Big Fish. Il produttore e dj italiano si era occupato già di “Tradimento” nel 2006 e di “Bugiardo” nel 2007, con “Fenomeno” Fish ha tirato fuori il meglio di se, spalmando su un testo pazzesco un beat perfettamente centrato.

Fibra: imbonitore di storie possibili

Fabri Fibra ha la capacità di “estemporaneare” il narrato, di scollegarsi dai fatti che canta, quasi come diventasse un imbonitore di storie possibili e sferra il colpo di grazia affidando l’interpretazione al suo pubblico. Pur assumendosi la responsabilità del suo rap, Fibra regala alla tradizione hip hop italiana un elemento di novità, quello della soggettiva introspettiva.

Per una buona parte di testo, si cade nell’illusione di trovarsi di fronte al solito ragazzetto senza arte né parte, privo di buoni sentimenti ed interessato unicamente al “cazzeggio“, il classico tipo “senza troppi pensieri“.

Che figata andare al mare quando gli altri lavorano/
Che figata fumare in spiaggia con i draghi che volano/
Che figata non avere orari né doveri o pensieri/
Che figata tornare tardi con nessuno che chiede “dov’eri?”/

La sorpresa sta nella porzione successiva, quella in cui si intende che il protagonista del brano potrebbe essere lo stesso Fabri Fibra che con estrema umiltà mette a nudo il suo lato più fragile che porta il nome di Fabrizio Tarducci.

Che figata quando a casa scrivo/
Quando poi svuoto il frigo/
Che fastidio sentirti dire “sei pigro”/
Sei infantile, sei piccolo/

A questo punto Stavo pensando a te smette di essere una canzone ed inizia ad essere un flusso di coscienza. Le certezze crollano, gli equilibri si rompono, il rapper smette i panni del suo pseudonimo per essere semplicemente Fabrizio, con tutte le conseguenze annesse.

Che fastidio guardarti mentre vado a picco/
Se vuoi te lo ridico/
Che fastidio parlarti, vorrei stare zitto/
Tanto ormai hai capito/

Fabri Fibra inserisce a fatica un sentimento che quasi cozza con la cultura hip hop, introduce il romanticismo, ma non di quelli smielati, non di quelli di cui il pop si nutre, il suo è un racconto di rimpianto amoroso, composto e sofferto, con tutti i tormenti che l’amore comporta.

Vedi mi sentivo strano sai perché/
Stavo pensando a te/Stavo pensando che/
Non avremmo mai dovuto lasciarci/
Vedi mi sentivo strano sai perché/
Stavo pensando a te/Stavo pensando che
Non avremmo mai dovuto incontrarci/

Stavo pensando a te non è più la cronaca di una serata in discoteca finita con un preservativo rotto per un drink di troppo, da questo punto in poi del pezzo, diventa l’assunzione del rischio, quello di amare, ammettendo di poterci cadere dentro “a picco”, senza volerlo. Succede e basta.

L’aspetto più umano del rap

Il rap italiano deve molto a questo artista, cui merito è quello di aver mostrato con l’Ep “Fenomeno” l’altra faccia del rap. Senza mai (s)contestare o sovvertire le radici socio-politiche da cui nasce il genere, Fibra ha proposto l’aspetto più umano della Black music da strada, dandogli forse anche una buona lezione, quella della contaminazione da sentimenti puri.

Testo di “Stavo pensando a te”

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Che figata andare al mare quando gli altri lavorano

Che figata fumare in spiaggia con i draghi che volano

Che figata non avere orari né doveri o pensieri

Che figata tornare tardi con nessuno che chiede “dov’eri?”

Che figata quando a casa scrivo

Quando poi svuoto il frigo

Che fastidio sentirti dire “sei pigro”

Sei infantile, sei piccolo

Che fastidio guardarti mentre vado a picco

Se vuoi te lo ridico

Che fastidio parlarti, vorrei stare zitto

Tanto ormai hai capito

Che fastidio le frasi del tipo

“Questo cielo mi sembra dipinto”

Le lasagne scaldate nel micro

Che da solo mi sento cattivo

Vado a letto, ma cazzo è mattina

Parlo troppo, non ho più saliva

Promettevo di portarti via

Quando l’auto nemmeno partiva

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto lasciarci

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto incontrarci

Bella gente, qui bello il posto

Faccio una foto, sì, ma non la posto

Cosa volete, vino bianco o rosso?

Quante ragazze, frate, colpo grosso

Non bere troppo che diventi un mostro

Me lo ripeto tipo ogni secondo

Eppure questo drink è già il secondo

Ripenso a quella sera senza condom

Prendo da bere, ma non prendo sonno

C’è questo pezzo in sottofondo

Lei che mi dice “voglio darti il mondo”

Ecco perché mi gira tutto intorno

Mentre si muove io ci vado sotto

Ma dalla fretta arrivo presto, troppo

E sul momento non me ne ero accorto

E poi nemmeno credo di esser pronto

E poi nemmeno penso d’esser sobrio

E poi un figlio non lo voglio proprio

E poi a te nemmeno ti conosco

Cercavo solo un po’ di vino rosso

Però alla fine, vedi, è tutto apposto

Si vede che non era il nostro corso

Si dice “tutto fumo e niente arrosto”

Però il profumo mi è rimasto addosso

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto lasciarci

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto incontrarci

Mi guardo allo specchio e penso

Forse dovrei dimagrire

Il tempo che passa lento

Anche se non siamo in Brasile

Mi copro perché è già inverno

E non mi va mai di partire

In queste parole mi perdo

Ti volevo soltanto dire

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto lasciarci

Vedi mi sentivo strano sai perché

Stavo pensando a te

Stavo pensando che

Non avremmo mai dovuto incontrarci

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