Wonder Woman – Quando le donne risolvono i problemi

wonder woman

Diretto da Patty Jenkins ed uscito poco più di un mese fa nei nostri cinema, Wonder Woman è lo stand-alone sul personaggio di Diana Prince. Una pellicola della DC Extended Universe che si collega al film precedentemente ridistribuito: Dawn of Justice, risollevandone le sorti

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Ed ecco che, quando si crea confusione, irregolarità nelle trame, e mosse di mercato catalizzate troppo dallo sciacallaggio e poco dalla voglia di narrare dei veri contenuti, arriva una donna che risolve tutto, all’improvviso.

Diana Prince, conosciuta meglio come Wonder Woman, è l’eroina che in questo momento risolleva le sorti della DC, fungendo da paraurti per l’Extended Universe che con i film The Man of Steel, Dawn of Justice e Suicide Squad non aveva ancora convinto pienamente.

Un film che introduce al meglio il prossimo, nelle sale in autunno: Justice League. La pellicola che unirà i migliori super-eroi targati DC, tra cui la stessa Wonder Woman, forte di una pellicola finalizzata semplicemente ad introdurla, una pellicola che lo fa al meglio e che funziona.

Amazzoni, vecchie guerre e nuovi eroi

Il film è incentrato sulle origini dell’eroina Diana Prince, figlia della regina Ippolita, sovrana delle Amazzoni. La nascita della stessa Diana Prince è la fonte di una guerra tra dèiper esattezza tra Zeus ed Ares, la stessa Diana Prince sarà l’unica in grado di porre fine al conflitto, trovando e sconfiggendo Ares, in quanto ella stessa un’altra dea.

Dal regno delle Amazzoni, dunque, la combattiva Diana si ritroverà a vivere l’epilogo della Prima Guerra Mondiale (nel film citata La Grande Guerra) grazie alla collaborazione inaspettata con Steve Trevorspia britannica infiltrata nei meccanismi dei tedeschi, contrari ad un armistizio e pronti a scatenare un gas mortale per porre fine alla guerra.

Ecco così come Diana Prince diviene pian piano Wonder Woman. Una donna che combatte per la giustizia, in caccia del dio della guerra per porre fine ai conflitti. Un cammino in salita, un climax ascendente che elogia e valorizza le qualità della giovane amazzone, fino a portarla allo scontro diretto col dio, che nel frattempo aveva assunto le sembianze del personaggio Sir Patrick Morgan.

Questa Wonder Woman funziona anche solo con gli occhi

L’aspetto visivo è una componente essenziale dei film targati DC Comics. Gli effetti speciali, le grandi guerre, i combattimenti e le scene d’azione sono sempre di forte impatto nelle pellicole, ancor di più in questo Extended Universeche punta molto sull’azione ed un po’ meno sullo sviscerare le trame. 

Ma col personaggio di Wonder Woman, interpretato da un’eccelsa Gal Gadot, le cose cambiano. Le scene d’azione e quelle introspettive sono ben equilibrate, regalando allo spettatore attimi sia adrenalinici che romantici, Wonder Woman riesce a comunicare tutto anche semplicemente con gli occhi, e ciò fa funzionare la pellicola.

Un personaggio carismatico, ed in questo contesto anche essenziale. Una donna che combatte in ciò in cui crede, a prescindere dalla meritocrazia, incentrando se stessa e le proprie energie sui propri ideali.

Pensata e disegnata negli anni ’30 come eroina per il pubblico femminile, Wonder Woman è ad oggi una delle eroine meglio trasportate sul grande schermo grazie all’originalità e soprattutto grazie al suo fascino. Sia dal punto di vista estetico, che dal punto di vista super-eroistico.

Wonder Woman all’interno della Justice League

L’intera trama del film non è altro che il messaggio di Diana destinato a Bruce Wayne. L’amazzone ha infatti conosciuto il Cavaliere Oscuro nelle vicende del film Dawn of Justice, suscitando la curiosità di Batman, la stessa Diana Prince ha scoperto numerosi meta-umani come lei, che un giorno dovranno unirsi per far forza di fronte ad una minaccia comune.

Se la DC Comics vuole far funzionare Justice League, pellicola centro dell’Extended Universe, il personaggio di Wonder Woman dovrà assolutamente avere un ruolo importante, se non chiave.

 

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