18 Gennaio 2023 - 12:30

Autistico e vittima di bullismo: la vicenda sul bus

Ragazzino autistico vittima di bullismo: insulti e lanci di oggetti sul bus. Ai genitori: ''insegnate la civiltà ai vostri figli»

AUTISTICO E VITTIMA DI BULLISMO

AUTISTICO E VITTIMA DI BULLISMO-Sbeffeggiato e insultato un adolescente autistico. Il branco, composto da coetanei, lo ha preso di mira a bordo di un bus della Tour Baire durante un viaggio tra Cagliari e Capoterra. Il titolare dell’azienda di trasporti, Matteo Baire, è stato informato dell’accaduto. E ha deciso di non soprassedere.

Si è rivolto al piccolo bullizzato e a chi, come lui, subisce angherie: «A loro, vittime di insopportabili attacchi verbali e gesti incivili vogliamo dire: siete gli unici ad avere diritto a viaggiare con noi».  Per i genitori dei ragazzini che hanno agito con ferocia: «Solo insegnando la civiltà e cercando di capire i comportamenti dei propri figli si può costruire una società migliore». Un messaggio poi ai protagonisti della vicenda: «Questo non è un posto dove si può vessare, procurare violenza verbale e dolore agli altri», «qui non ci sono più forti e più deboli. E non sentiamo alcuna necessità di avere bulli a bordo». 

Autistico e vittima di bullismo: la scoperta dell’atto

Baire spiega al telefono: «Il nostro autista mi aveva riferito che un gruppetto di ragazzini aveva lanciato cicche di sigaretta e caramelle a bordo, ma non si è accorto di quanto stesse accadendo con esattezza». 

La scoperta dell’atto di bullismo arriva quando la mamma della giovanissima vittima si è rivolta a lui. Il ragazzino le ha raccontato di essere stato preso di mira, con insulti di ogni tipo. A bordo c’era anche la sorella. E quando ha provato a intervenire se la sono presa anche con lei. 

Non è chiaro se cicche di sigarette e caramelle siano state gettate addosso al “più debole”, come lo definisce Barie. «Non so, ma il fatto resta grave. Ho deciso di rendere pubblica la denuncia per cercare di fare arrivare il messaggio a più persone possibile. Magari qualche genitore, leggendo, si chiederà se di mezzo ci sia suo figlio. E potrebbe intervenire». Finora con l’azienda non si è fatto vivo nessuno, per delle scuse.

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