Vento di cambiamenti: con Bridgerton sui social spopolano video di ragazzi con corsetti

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Con “Bridgerton” sui social hanno spopolato video di ragazzi che indossano corsetti per ricreare l’atmosfera da Regency Era

Nel dicembre 2020 debutta su Netflix la serie tv “Bridgerton”. Creata da Chris Van Dusen e prodotta da Shonda Rhimes la serie si basa sui romanzi di Julia Quinn. Con Bridgerton sui social hanno spopolato video di ragazzi che indossano corsetti per ricreare l’atmosfera da Regency Era. Originariamente era usato esclusivamente dalle donne e veniva percepito come uno strumento di tortura. La costrizione data dal corsetto sottolineava le differenze sociali tra donne e uomini. Le donne borghesi non potevano dedicarsi a molte attività e il loro mondo si riduceva alle sole mura domestiche. Il corsetto rappresentava questo “essere in gabbia“. Non era comodo, irrigidiva la postura e provocava molti danni. Infatti sono tantissime le testimonianze di donne che svenivano e molte illustrazioni indicavano che le donne rischiavano la deformazione degli organi e la sterilità. Grazie a Paul Poiret e Coco Chanel la “gabbia di Venere” cade in disuso.

Tuttavia negli anni tanti designer lo hanno riproposto nelle loro collezioni. Celebre è il corsetto in satin rosa che Jean Paul Gaultier ha disegnato per il Blond Ambition Tour di Madonna.

I tempi, però, sono cambiati. Il mondo della moda si è schierato a favore di molte battaglie culturali. Mai quanto oggi sta avvenendo una rivoluzione di genere ed è la Generazione Z che la sta portando avanti. Un esempio su tutti sono i Måneskin che al Festival di Sanremo sono saliti sul palco indossando, appunto, dei corsetti.

Questo esprime un messaggio fortemente provocatorio, ma anche di cambiamento: ora le forme sono sciolte dalle convenzioni sociali. La dicotomia maschile-femminile è obsoleta, i confini sono sempre più sfumati, viene annullata la nozione di genere perché esso non definisce l’essere di una persona. Nessuno ci può definire. La nostra generazione si sente a proprio agio, finalmente, nella non necessità di una definizione prestabilita che ci consente di vivere la sfera personale più liberamente.

citror
Studentessa del Davimus all'Università degli studi di Salerno, 21 anni ma presa ancora per sedicenne. Appassionata di cinema, arte e moda.

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Updated on 31 July 2021 - 23:05 23:05