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BULLISMO A SCUOLA
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Bullismo a scuola: la scuola non supporta la vittima

06 ott 2022 di Manuela Di Marino

Bullismo a scuola: “La scuola non mi ha aiutato. I docenti mi dicevano che non potevano farci nulla”. Lo sfogo di un 15enne

BULLISMO A SCUOLA-Ancora un episodio di violenza, psicologica e fisica, a scuola. La piaga del bullismo continua a colpire. Un 15enne di Cremona, è stato vittima di continue vessazioni, ma non ha ricevuto il supporto necessario da parte della scuola.

Il ragazzo, che frequenta il secondo anno delle superiori, si è sfogato, spiegando che la sua vita a scuola, l’anno scorso, è praticamente diventata impossibile a causa di due bulli, un ragazzo e una ragazza. I due hanno preso di mira lo studente in questione, nascondendogli il materiale scolastico, imbrattandogli il banco e la sedia con l’amuchina durante la lezione. Come se non bastasse, tutto è stato documentato spesso anche sui social. Ad esempio, è stato pubblicato un video su Instagram in cui la vittima, incerottata sul volto con il nastro adesivo mentre si allaccia una scarpa, perde l’equilibrio e cade.

“Mi sono sentito solo. La scuola non mi ha aiutato, come se fossi io nel torto. Non hanno attivato i protocolli”, ha detto. Per questo dopo un po’ ha deciso di rivolgersi alla polizia postale.

Quest’anno il ragazzo ha trovato i bulli ancora nella sua classe. Solo dopo l’intervento di chi indaga, sono stati spostati in un’altra sezione. Ciò però ha di fatto peggiorato la situazione. I ragazzi crudeli hanno promesso vendetta al loro bersaglio. Uno dei due ha addirittura scritto in una chat: “Vendicatemi, ammazzatelo”.

Lo studente spaventato si è così diretto in questura, con i genitori e l’avvocato Simona Bozuffi. “Ogni giorno uno scherzo diverso. Ho parlato con i professori. Mi dicevano che non ci potevano fare niente. Quando ho scoperto il video, mi sono lamentato con gli insegnanti. Si sono arrabbiati, hanno fatto andare il ragazzo in vicepresidenza. L’unica punizione è stata una nota disciplinare, chiamare i loro genitori. Poi, nulla”.

Dal canto suo, la dirigente dell’istituto afferma di aver fatto tutto il possibile per aiutare il ragazzo, negando le sue accuse: “La scuola ha agito, ha ascoltato e anche quest’anno ha attivato azioni a supporto. La scuola non può sottrarsi al suo compito educativo e formativo. I genitori hanno la responsabilità di accompagnare i loro figli. Deve esserci unità di intenti. La scuola sta monitorando come ha sempre fatto per cercare una atmosfera di serenità e di accompagnamento”.

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