9 Settembre 2022 - 13:07

Bullismo a scuola: perseguitava il compagno di classe

Bullismo a scuola: costringeva il compagno a fargli da autista e a pulirgli il banco, riempiendolo di botte quando rifiutava di obbedirgli

bullismo a scuola

BULLISMO A SCUOLA-Storia di bullismo in piena regola. Un ragazzo di 23 anni di Colle di Val d’Elsa una cittadina della provincia di Siena, in Toscana, è finito sotto processo. Dovrà rispondere adesso dei presunti atti di bullismo e di stalking ai danni di un ex-compagno di scuola. La prima udienza si è svolta ieri presso il Tribunale di Siena. La vittima non era presente e anche se ha ritirato la querela, la procura sta procedendo d’ufficio. Gli dava ordini di continuo, gli intimava portarlo a scuola e riportarlo a casa in auto, di pulirgli il banco, persino di andare in bagno quando non aveva bisogno di utilizzare la toilette. Ogni volta che si rifiutava di obbedire, scattava la rappresaglia. Consisteva in calci, pugni e insulti reiterati, oltre che vere e proprio minacce.

Secondo quanto riportato da La Nazione, i fatti che gli vengono contestati sarebbero avvenuti fra il 2015 e il 2018, quando entrambi frequentavano un istituto scolastico superiore dell’hinterland senese. L’accusato avrebbe esercitato la propria influenza sul coetaneo con la forza, dando vita a molteplici episodi di bullismo.

In un’ occasione lo avrebbe addirittura pestato perché si era rifiutato di accompagnarlo con la sua automobile in un paese vicino. Poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una gita scolastica di poco più di quattro anni fa. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, i due si trovavano quel giorno in un cinema insieme al resto dei compagni di classe, quando il ventitreenne aveva inviato ripetuti messaggi al compagno ordinandogli di andare in bagno.

Poiché quest’ultimo non voleva, il suo aguzzino lo avrebbe afferrato per il giubbotto e trascinato di peso all’interno dei servizi igienici. Gli avrebbe messo le mani al collo e dopo averlo sbattuto con le spalle al muro, lo avrebbe minacciato imponendogli di restare lì sino a quando lui non gli avrebbe permesso di tornare con gli altri. I carabinieri hanno anche interrogato l’insegnante che li accompagnò durante l’escursione, presente in aula ieri, ma quest’ultimo avrebbe più volte dichiarato di non ricordare l’episodio.

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