4 Gennaio 2023 - 12:08

Bullismo e delinquenza: disabile costretto a fumare erba

Un ragazzino disabile costretto a fumare erba e vittima di un aggressione brutale e furto. Gli aggressori difesi e dichiarati innocenti

BULLISMO E DELINQUENZA

BULLISMO E DELINQUENZA-A Viterbo un ragazzino disabile minorenne, è stato vittima di bullismo.

I fatti risalgono al 30 giugno 2017. Il ragazzo, con problemi di vista e di udito, è stato aggredito, picchiato e derubato di un iPhone sulla piazza principale del paese. Sarebbe stato solo l’ultimo episodio di una lunga scia di vessazioni e angherie cui l’adolescente sarebbe stato sottoposto. La vittima ha riferito: “Mi hanno costretto a fumare marijuana, io gli ho detto di no, non posso perché mi fa male. Ma uno di loro mi ha preso a schiaffi e pugni e l’altro mi ha fatto fumare per forza uno spinello”.

La coppia avrebbe preteso 250 euro in cambio della canna fatta fumare a forza. In più sarebbe anche riuscita a sottrarre alla vittima altri 350 euro per la scuola guida. Una volta gli avrebbero sottratto un paio di scarpe, una collana, un orologio e delle magliette con la scusa di andare in discoteca.

Bullismo e delinquenza: le amiche dei bulli li difendono

Le “amiche del bar”  difendono i due imputati. Uno in particolare, accusato di essersi fatto consegnare il cellulare nuovo di zecca dalla parte offesa. “Il cellulare se lo sono scambiato. E siccome quello dell’imputato era un modello precedente, gli ha dato anche la differenza di denaro”, hanno detto due ragazze ventenni. Erano ancora minorenni all’epoca dei fatti, risalenti all’estate 2017,

Addirittura per le giovani testimoni, sarebbero stati loro “vittime” del disabile. “Era lui a fare fastidio. Noi passavamo giornate intere nello stesso bar. Lui, che passeggiava sempre da solo, si univa a noi. Ma non era uno di noi, Anzi non era proprio gradito nel gruppo. A me una volta ha dato una spinta e mi ha fatta cadere”, ha perfino detto una ragazza. 

L’imputato accusato di avergli sottratto il cellulare, secondo le testimoni, che hanno insistito sulla versione dei “telefoni scambiati”, “non era proprio un bullo”, “non è una persona violenta”, “mai visto picchiare o minacciare”, “era un assuntore, ma mai visto cedere droga”.

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