19 Dicembre 2025 - 11:40

Il messaggio di Natale dell’Arcivescovo A.B.

L’augurio dell’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno alla comunità diocesana nel tempo del Giubileo della speranza

natale

Si inserisce quest’anno in un tempo particolarmente significativo per la Chiesa, segnato dalla conclusione dell’Anno giubilare dedicato alla speranza. Un Natale che invita a rialzare lo sguardo, a tornare all’essenziale e a riscoprire il cuore della fede cristiana: il Verbo che si fa carne e sceglie di abitare la fragilità dell’umanità.

Nel suo messaggio alla comunità diocesana di Salerno-Campagna-Acerno, l’Arcivescovo richiama con forza il significato profondo della nascita di Gesù, ricordando come la speranza cristiana non sia evasione né ingenuo ottimismo, ma una certezza radicata nella storia: Dio è fedele alle sue promesse e continua a sorprendere con la sua iniziativa d’amore.

La speranza che fiorisce anche nel deserto

Riprendendo le parole del profeta Isaia, lette nel tempo di Avvento, mons. A.B. invita a riconoscere la capacità di Dio di far fiorire la vita anche nei deserti dell’esistenza. Come il germoglio che nasce nella terra arida, così la speranza cristiana continua a generarsi a partire dalla notte di Betlemme, nei cuori di chi accoglie il Bambino come Salvatore.

Un annuncio di salvezza che non conosce esclusioni, perché – come ricordava Papa Leone Magno – Cristo è venuto per liberare tutti, senza eccezione. Per questo, sottolinea l’Arcivescovo, la speranza non è un bene da custodire gelosamente, ma un dono da condividere e testimoniare nella vita quotidiana.

Dalla fede ai gesti concreti

Il Giubileo ha insegnato che sperare significa anche assumersi responsabilità. La fede, infatti, è chiamata a tradursi in gesti concreti di misericordia, giustizia e riconciliazione, fondamento di una pace autentica, definita dall’Arcivescovo come “disarmata e disarmante”, perché nasce da cuori riconciliati con Dio e con i fratelli.

In un tempo segnato da conflitti e sofferenze – con lo sguardo rivolto alle ferite della Terra Santa e dell’Ucraina – il Natale diventa così un invito a credere che nessuna notte è troppo buia per essere vinta dalla luce che sorge da Betlemme. Una pace possibile, ma da costruire ogni giorno attraverso il dialogo, il perdono e l’impegno personale e comunitario.

Un augurio di pace e futuro

Nel concludere il suo messaggio di Natale 2025, l’Arcivescovo rivolge un augurio alle famiglie, alle parrocchie e alle comunità, affinché diventino segni credibili di speranza e di pace. Un messaggio semplice e potente: Dio ci ama e, proprio per questo, possiamo continuare a credere nel futuro.

Un invito accompagnato dalla benedizione e dalla preghiera, perché ciascuno possa sperimentare la gioia della speranza che non delude, la pace che nasce dal perdono e la forza mite della carità fraterna.