Pompei, presso gli scavi riapre ai visitatori la via del Vesuvio



Pompei

Dopo i restauri degli Scavi di Pompei, è finalmente riaperta al pubblico la via del Vesuvio. Ecco tutte le curiosità sul nuovo sito visitabile

Dopo il recente restauro operato dal Grande Progetto Pompei, è finalmente aperta al pubblico la via del Vesuvio, al’interno del sito archeologico. 

L’annuncio è stato dato ieri, lunedì 25 novembre, durante la presentaizone del libro “Massimo Osanna Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte”. 

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini è rimasto entusiasta per il “modello di efficace gestione che ha permesso di mettere in sicurezza e restaurare parte importante dell’antica città, realizzare un percorso accessibile a tutti, dotare il sito acheologico di copertura WiFi e dare avvio a una nuova, felice stagione di scavi che sta portando importanti scoperte”.

Grazie a questo progetto i visitatori di Pompei potranno ammirare luoghi come la Domus di Leda e il Cigno, le Terme Centrali, e la bellissima la Casa degli Amorini Dorati.

La domus, famosa per le sue scene sensuali che ritraggono gli amori di Leda e Giove, ma anche la storia della nascita di Elena, da un uovo, di Naricso che si specchia, dei colori vividi di Mercurio e di Priapo.

Si può ammirare la struttura monumentale delle Terme che, nel periodo dell’eruzione, non era ancora completata. Si compone di una facciata su un cortile, le cui pareti sono incastonate da mattoncini, un elaborato sistema idraulico e le vasche.

Poichè mancano i locali separati per donne e uomini, si pensava che ci fossero orari d’ingresso differenti. Ciò rimane comunque il più grande e sofisticato sistema termale mai realizzato a Pompei. 

La Casa degli Amorini è una domus che si erge intorno a un porticato con decori pregiati, e prende il nome dai putti raffigurati sui medaglioni. Affreschi mitologici e un pavimento composto da mosaici rendevano unico questo palazzo, che testimonia l’affermazione dei culti orientali nell’età augusta.

 

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