Scarpe
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L’evoluzione delle scarpe sportive deve moltissimo alle nuove tecnologie nel campo dell’ammortizzazione e del comfort

La tecnologia delle scarpe sportive, nel corso della storia è insospettabilmente evoluta davvero tanto. Oggi giorno esistono delle scarpe ad esempio quelle definite in gergo tecnico da running, che permettono di ottimizzare le energie anche del 30%. Una percentuale altissima che ha portato le varie federazioni sportive addirittura a bandire alcuni modelli, ma facciamo un passo indietro.

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La prima azienda a dare inizio al processo evolutivo di nuove tecnologie nel mondo delle scarpe sportive e non è stata Nike. Infatti a partire circa dal 1977-78, tale Franklin Rudy, propone ai vertici della società un idea bizzarra quanto geniale. L’ex ingegnere aerospaziale propone l’ideazione di scarpe sportive ma anche scarpe di tutti i giorni con una suola ammortizzata da dei cuscinetti ad aria. È qui l’inizio della tecnologia conosciuta come Air.

L’idea fu subito apprezzata e già dal 1978 iniziarono i test dei primi prototipi. Purtroppo l’elevato costo di produzione di questi cuscinetti fece virare Nike verso una soluzione leggermente diversa denominata Zoom Air. Praticamente basati su una struttura dei cuscinetti più tridimensionale, le prime generazione di scarpe sportive e comuni basate su questa tecnologia andarano a ruba sia tra gli sportivi che tra i giovani.

Ovviamente la risposta da parte delle aziende rivali non si fece attendere. Un esempio è quello di Asics con le sue GT2, ossia scarpe basate su dei cuscinetti gel. Queste nuove tecnologie con l’aggiunta di un sempre maggiore Drop, che in gergo tecnico rappresenta la differenza di altezza della suola tra il tacco e la punta ha portato tantissimi benefici lato prestazioni sportive, ma forse anche troppe comodità. Questo perché, secondo degli studi, queste nuove tecnologie hanno sì reso meno stancante ed efficiente la camminata e la corsa, ma hanno anche abituato il piede a fare più affidamento più sulla calzature anziché sul piede. E questo, paradossalmente, ha degli effetti negativi su quella che la nostra resistenza sulle lunghe distanze se dovessimo usare un tipo diverso di scarpa.

Un esempio è la controtendenza di scarpe che usano sempre meno gomma e con un Drop ridottissimo, tanto da portare alcuni modelli ad essere addirittura proibiti in alcune competizioni. Il modello in questione sono le Vaporfly di Nike. Questo modello ha permesso nel 2019 al maratoneta Eliud Kipchoge di concludere una maratona in meno di due ore. Un tempo formidabile che però ha destato sospetti e dubbi tra la federazione sportiva, tanto da portare all’annullamento del record anche a causa delle scarpe. Infatti le Vaporfly sono state squalificate dalle competizioni ufficiali.

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