Accendino o fiammifero, chi è nato prima?

Accendino o fiammifero, entrambi figli della rivoluzione industriale e da subito entrati nella quotidianità delle persone. Ma chi è nato prima? La risposta vi stupirà

[ads1] Due oggetti comunissimi, a cui non si fa nemmeno più caso considerando quante volte li usiamo o, peggio, li perdiamo. Accendino o fiammifero, entrambi figli della rivoluzione industriale ed essi stessi due piccole rivoluzioni, perchè hanno reso possibile fumare in qualsiasi luogo e momento grazie ad una semplice scintilla. Ma chi è nato per primo? Oppure, ancora, uno dei due è semplicemente la versione “semplificata” dell’altro? La risposta vi stupirà! L’accendino Quello che non abbiamo mai in tasca, la cui mancanza può rovinarci la giornata se poi non riusciamo ad accendere la sigaretta, in una parola: l’accendino. Alcune marche hanno fatto di questo oggetto un vero feticcio per collezionisti, snaturandolo dalla sua funzione di base. Fu inventato da tale Carl Auer von Welsbach, chimico austriaco, che sperimentò l’innesco della fiamma attraverso una scintilla, generata dal semplice sfregamento di una rotellina zigrinata contro una piccola pietra cilindrica. Alla luce dei suoi studi chimici, creò una lega di ferro e cerio, con cui formò questa piccola “pietra” dalla quale far partire l’innesco con un semplice movimento del pollice. Il fiammifero Un certo John Walker, invece, scoprì che la combinazione di solfato di antimonio, clorato di potassio, gomma e amido generava una reazione in grado di produrre una fiamma grazie al calore, generato dal deciso sfregamento della miscela su una superficie ruvida. Erano i primi tentativi, la fiamma era instabile e l’odore era sgradevole e persistente. Tra vari tentativi e perfezionamenti, si è poi arrivati al fiammifero moderno, che grazie al suo stile un pò retro è il prediletto da chi vuol darsi un certo tono e dai fumatori di pipa, che notoriamente lo preferiscono all’accendino. E ora la grande domanda: chi è nato prima, accendino o fiammifero? Forse il materiale di cui è fatto il fiammifero può trarre in inganno, eppure è l’accendino il detentore del primato (è stato inventato nel 1823), con ben 4 anni di anticipo rispetto al suo collega legnoso. Ora, sta a voi scegliere tra accendino o fiammifero, in base ai gusti personali e anche alla pazienza che avete a disposizione. Se infatti l’accendino ha subìto una evoluzione, negli anni 2000, passando dalla scintilla da sfregamento alla ben più sicura accensione pizoeletrica a pulsante, lo stesso non si può dire per il fiammifero. Bisogna avere un buon gioco di polso per sfregarlo nel modo giusto e non romperne dieci ogni volta, prima di riuscire ad ottenere la fiamma. A voi la scelta! [ads2]
Redazione ZON

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