Al centro dell’indagine ci sarebbe una rete capace di movimentare cocaina e hashish lungo una rotta internazionale, con fornitori in Spagna e destinatari in Italia.
La droga, secondo quanto emerso, veniva trasportata prevalentemente su gomma. Una volta arrivata in Italia, sarebbe stata stoccata in luoghi ritenuti sicuri nella disponibilità dei corrieri, per poi essere immessa nelle piazze di spaccio delle province di Napoli e Salerno.
Una parte dello stupefacente sarebbe stata destinata anche ai mercati del Belgio e dell’Olanda.
Nel corso dell’inchiesta sono stati sequestrati in Italia oltre 300 chili di droga, per un valore complessivo stimato superiore ai 10 milioni di euro.
L’ordinanza riguarda il presunto coinvolgimento di due persone di Angri e di altri quattro soggetti dimoranti in Spagna.
Per questi ultimi, gli inquirenti contestano gravi indizi in relazione al trasporto dalla Spagna all’Italia di 12 chili di hashish, commissionato da soggetti campani già detenuti. Il carico sarebbe arrivato fino a Corbara, prima di essere destinato alle piazze di spaccio.
All’attività investigativa hanno contribuito anche organismi di cooperazione internazionale, tra cui la Direzione centrale per i servizi antidroga, l’ufficio dell’esperto per la sicurezza presso l’ambasciata d’Italia a Madrid, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia e la Polizia nazionale spagnola.
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