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Mollino: realizzato il primo eco-rifugio

Mollino: è stato inaugurato in Val d’Aosta il primo eco-rifugio italiano basato sul progetto del 1954 dell’architetto Carlo Mollino

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Carlo Mollino, architetto e designer italiano degli anni ’60, presentava alla X Triennale di Milano del 1954 il progetto della “Casa capriata”, con cui sintetizzava perfettamente il suo amore per la natura e la montagna.

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La casa ideale immaginata dall’architetto e rimasta opera incompiuta, è stata realizzata in Val d’Aosta a distanza di sessant’anni grazie al comune di Gressoney Saint Jean.

Il progetto è stato recuperato negli ultimi anni dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, con il fine di valorizzare il comprensorio sciistico sulle piste del Weissmatten, adibendo l’edificio originale a rifugio per gli sciatori.

Render del Rifugio Mollino

Posto a 2040 metri di quota, il “Rifugio Mollino” ricalca le tradizionali baite del Walser combinate alla innovazione tecnologica, diventando il primo eco-rifugio completamente sostenibile.

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Il gruppo di ricerca, capeggiato dal Prof. Guido Callegari, è riuscito in 4 anni a trasformare un progetto embrionale degli anni ’50 in un complesso edificio energeticamente autonomo e con un consumo minore di 10 Kwh/mq.

Il lavoro, condotto tra il 2006 e il 2010, ha raggiunto un risultato straordinario: forme architettoniche tradizionali, materiali naturali, pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico e natura, si fondono in un’unica architettura che sembra fare capolino, con il suo profilo triangolare slanciato verso l’alto, tra le vette delle montagne.

Le singole componenti dell’edificio, contribuiscono a costruire un perfetto ritaglio di comfort, in particolare grazie alla commistione di materiali naturali e materiali di ultima generazione: un involucro in legno termo-trattato unito a pannelli di rivestimento in lana di vetro, una copertura metallica provvista di pannelli fotovoltaici e infissi a taglio termico con trattamento basso emissivo, lavorano insieme per permettere la realizzazione di un rifugio completamente passivo.

Il “Rifugio Carlo Mollino” diventa così non solo un omaggio ad un grande architetto italiano, ma si fa manifesto della necessità di investire nell’architettura sostenibile.

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Redazione ZON

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