Aurora boreale sulle Dolomiti: il cielo rosso sopra il Passo Giau
In sintesi. Il 10 ottobre 2026, tra le 19:15 e le 20:30 UTC, un’aurora boreale rossa è stata fotografata dalla fotografa Alessandra Masi dal Passo Giau, sopra Cortina d’Ampezzo, nelle Dolomiti. Il fenomeno è stato innescato da una tempesta geomagnetica di classe G3 causata da un’espulsione di massa coronale partita dal Sole.
I punti chiave
- L’aurora boreale è stata osservata sulle Dolomiti il 10 ottobre 2026 tra le 19:15 e le 20:30 UTC.
- La fotografa Alessandra Masi ha realizzato lo scatto dal Passo Giau, sopra Cortina d’Ampezzo, con vista sul massiccio delle Tofane.
- L’evento è stato innescato da una tempesta geomagnetica di classe G3, provocata da un’espulsione di massa coronale (CME).
- Il colore rosso è prodotto dalle molecole di ossigeno oltre i 200-300 chilometri di altitudine e indica un’aurora osservata da grande distanza.
- Secondo quanto riportato da Focus.it, le tempeste di classe G3 possono interferire con satelliti, reti elettriche, sistemi GPS e comunicazioni radio ad alta frequenza.
Il cielo sopra Cortina d’Ampezzo si è tinto di rosso tra le 19:15 e le 20:30 UTC del 10 ottobre 2026. A immortalare l’aurora boreale dal Passo Giau, nelle Dolomiti, è stata la fotografa Alessandra Masi.
Il valico alpino guarda verso il massiccio delle Tofane, vette riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Nello scatto la luminosità rossa si staglia sopra la roccia, in un fenomeno che alle latitudini italiane si verifica molto raramente.
Perché un’aurora boreale è arrivata fino alle Alpi italiane
L’aurora boreale nasce dalle particelle cariche emesse dal Sole: una volta raggiunta la Terra vengono deviate dal campo magnetico verso le regioni polari, dove entrano in contatto con i gas dell’alta atmosfera, soprattutto ossigeno e azoto. La reazione produce luce, con un meccanismo simile a quello delle lampade al neon.
Normalmente il fenomeno resta confinato alle aree vicine al Circolo Polare Artico: Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Canada. Durante le tempeste solari più forti, però, l’aurora può estendersi verso sud e diventare visibile in Europa centrale e sulle Alpi.
L’evento del 10 ottobre 2026 è stato innescato da una tempesta geomagnetica di classe G3, provocata dall’impatto di un’espulsione di massa coronale (CME) partita dal Sole pochi giorni prima.
Che cosa significa il colore rosso dell’aurora
I colori di un’aurora dipendono dal gas coinvolto e dalla quota a cui avviene l’interazione. Il rosso è prodotto dalle molecole di ossigeno che si trovano oltre i 200-300 chilometri di altitudine.
La predominanza del rosso indica che l’aurora è stata osservata da grande distanza: è una caratteristica tipica degli eventi più intensi, cioè di quelli che riescono a spingersi ben al di sotto delle latitudini polari.
I dati essenziali dell’evento del 10 ottobre 2026
| Dato | Valore |
|---|---|
| Data e orario | 10 ottobre 2026, dalle 19:15 alle 20:30 UTC |
| Luogo dello scatto | Passo Giau, sopra Cortina d’Ampezzo |
| Classe della tempesta | G3 (forte) |
| Causa | Espulsione di massa coronale (CME) |
| Quota del rosso | Oltre 200-300 km di altitudine |
Tre condizioni servono per vedere e fotografare l’aurora
Perché un’aurora sia osservabile e fotografabile alle nostre latitudini servono cielo sereno, assenza di nuvole e un inquinamento luminoso bassissimo. Sono le condizioni tipiche dell’alta montagna, come il Passo Giau e il territorio ampezzano.
Chi guarda il cielo da zone urbane o costiere parte quindi svantaggiato: le luci artificiali cancellano una luminosità che, a queste distanze dal polo, resta comunque tenue.
Perché le tempeste solari vengono monitorate di continuo
Le tempeste geomagnetiche di classe G3 non producono solo spettacoli luminosi. Secondo quanto riportato da Focus.it, possono causare interferenze temporanee a satelliti, reti elettriche, sistemi GPS e comunicazioni radio ad alta frequenza.
Per questo motivo l’attività del Sole è sorvegliata senza interruzioni dai centri di astrofisica e di meteorologia spaziale di tutto il mondo.
Un dato manca: la fonte non riporta se l’aurora del 10 ottobre 2026 sia stata avvistata anche in Campania o in provincia di Salerno, né indica una previsione per nuovi eventi aurorali nei prossimi giorni. Alessandra Masi, autrice dello scatto, ha già visto in passato una sua fotografia selezionata dalla NASA per l’Astronomy Picture of the Day.
Domande frequenti
Quando si è vista l’aurora boreale sulle Dolomiti?
L’aurora boreale è stata osservata sulle Dolomiti il 10 ottobre 2026, tra le 19:15 e le 20:30 UTC. Lo scatto è stato realizzato dal Passo Giau, sopra Cortina d’Ampezzo.
Perché l’aurora boreale è arrivata fino alle Alpi italiane?
L’aurora boreale resta normalmente confinata alle aree vicine al Circolo Polare Artico, come Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda e Canada. Durante le tempeste solari più forti il fenomeno si estende verso sud e diventa visibile in Europa centrale e sulle Alpi. L’evento del 10 ottobre 2026 è stato innescato da una tempesta geomagnetica di classe G3.
Perché l’aurora boreale del Passo Giau era rossa?
Il rosso di un’aurora è prodotto dalle molecole di ossigeno che si trovano oltre i 200-300 chilometri di altitudine. La predominanza del rosso indica che l’aurora è stata osservata da grande distanza ed è tipica degli eventi più intensi, capaci di spingersi ben al di sotto delle latitudini polari.
Che cosa serve per vedere e fotografare un’aurora boreale in Italia?
Servono cielo sereno, assenza di nuvole e un inquinamento luminoso bassissimo. Sono le condizioni tipiche dell’alta montagna, come il Passo Giau e il territorio ampezzano, mentre le zone urbane o costiere partono svantaggiate perché le luci artificiali cancellano una luminosità già tenue.
Che cos’è una tempesta geomagnetica di classe G3?
La classe G3 indica una tempesta geomagnetica forte, nel caso del 10 ottobre 2026 provocata dall’impatto di un’espulsione di massa coronale (CME) partita dal Sole pochi giorni prima. Secondo quanto riportato da Focus.it, questo tipo di tempesta può causare interferenze temporanee a satelliti, reti elettriche, sistemi GPS e comunicazioni radio ad alta frequenza.
Fonte: Focus.it

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