Berlusconi: il Caimano non demorde

Silvio Berlusconi

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è tornato a parlare in pubblico. Il Cavaliere ha proposto a Mattarella di dargli l’incarico per formare il Governo

Di tutti gli avversari, lui è di certo il più rognoso. Addirittura, Nanni Moretti, in un film del 2006, lo aveva definito “Il Caimano”. Forse per la stessa capacità di cambiare pelle a seconda della situazione. Ma Silvio Berlusconi è più di questo: è uno che insiste, che non demorde, che sfianchisce la sua preda.

E così, Berlusconi ora ha cambiato anche metodo. Tenta ancora un’altra carta per impedire il Governo Movimento 5 Stelle-Lega. E stavolta va dritto al punto: l’esperienza. Sarà questa la carta con cui l’ex presidente del Consiglio proverà a convincere Mattarella.

Naturalmente, poco da dire. L’arroganza e l’intraprendenza del Cavaliere non è mica sconosciuta, ne abbiamo avuto vari assaggi in tutti questi anni, sia in campo italiano che in campo estero. “Credo che non c’è altro candidato che possa essere paragonabile al candidato Silvio Berlusconi.” ha dichiarato, dando evidente prova di come gli anni passano, ma la tenacia resti.

E così, comincia nuovamente ad adottare la sua solita tattica, quella che l’ha portato a governare il Paese per oltre venti anni. La denigrazione dell’avversario, gli attacchi continui ai danni di un nemico che, ogni volta, si presenta come immaginario. Partendo dal 1994 con i “comunisti”, proseguendo poi nel più recente passato con i “fascisti” e arrivando definitivamente al presente, con il Movimento 5 Stelle, definito addirittura “peggio dei comunisti”.

Ma non solo. A questo, si è aggiunto il tradimento “imprevisto” di un alleato fondamentale come Matteo Salvini. Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché da tutti si aspettava un tradimento, ma non proprio dal suo più tenace alleato.

Che Salvini abbia capito come sconfiggere definitivamente Berlusconi, ovvero rubandogli prima la leadership e poi sbarazzandosene come un vecchio giocattolo rotto? Ai posteri l’ardua sentenza.