Casa Bianca: “No a Donald Trump presidente”



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Le ultime affermazioni di Donald Trump hanno suscitato un forte scandalo negli ambienti della Casa Bianca, ma anche tra i repubblicani e colleghi di partito

 Gli scioccanti discorsi del candidato alle primarie newyorkese hanno destato l’ira e l’indignazione in gran parte dell’opinione pubblica statunitense. Il miliardario repubblicano avrebbe chiesto a Bill Gates un colloquio per la chiusura di Internet e dei social media in determinate zone del paese, con le seguenti giustificazioni: “Stiamo perdendo numerose persone a causa del web, occorre intervenire dal momento che internet è usato sempre più frequentemente da persone estremizzate”.

Prima ancora che potessero arrivare le polemiche per le insolite esternazioni, Trump ha spregiudicatamente affermato: “Oh la libertà di stampa, la libertà di stampa. Ma questa è gente stolta”. Tuttavia, non solo i fatti in questione hanno sollevato le innumerevoli reazioni degli americani, ma anche il successivo discorso inerente all’immigrazione.

Casa BiancaIl candidato repubblicano ha infatti asserito che proporrà la chiusura delle frontiere a tutti gli individui di credo islamico, che si tratti, senza eccezioni, di studenti, immigrati e turisti, con la convinzione che gli Stati Uniti non possano continuare a essere vittima degli attacchi jihadisti, compiuti – a suo dire – da gente priva di ragione e rispetto per la vita umana. Trump propone, dunque, l’attuazione dei punti sopra esposti, qualora dovesse vincere le elezioni presidenziali.

Il primo attacco è stato lanciato dal fronte repubblicano, soprattutto da parte di governatori come John Kasich e Carly Fiorina, ritenendo pericolose le affermazioni di Trump, indice di una scarsa predisposizione del candidato a diventare presidente degli Stati Uniti.

Su Twitter, il compagno di partito Matt Moore ha espresso la propria preoccupazione quanto alla libertà religiosa e alla cattiva retorica di Donald Trump. Dura anche la reazione dei democratici della Casa Bianca, i quali hanno condannato il discorso come “pericoloso”, “irresponsabile” e “contrario ai valori americani, ma anche contrari alla sicurezza collettiva”.

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