Sono sconsigliate diete eccessivamente restrittive o allenamenti massacranti per combattere la cellulite poiché potrebbero rivelarsi controproducenti

 

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La cellulite altro non è che un insieme di protrusioni del tessuto adiposo sottocutaneo, in cui le fibre di connettivo del derma cominciano a diventare più  lasse. Questa lassità delle fibre di connettivo, unita all’aumento degli adipociti qui contenuti, fa si che si abbiano i tipici inestetismi della cellulite.

Ci sono dei morfotipi che sono molto soggetti alla cellulite e altri che sono poco soggetti alla cellulite. Questo perché le adiposità localizzate, dipendono da un certo tipo di produzione ormonale, quindi è ovvio che un morfotipo che si associa ad un‘elevata produzione di estrogeni avrà un maggiore rischio di avere cellulite.

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Quale dieta? Un errore che comunemente viene commesso, è quello di fare dei pasti ipocalorici perché la perdita di grasso corporeo, o meglio la perdita di peso prolungata nel tempo, fa sì che ci sia perdita di tono muscolare, perdita di massa muscolare, e aumento del cortisolo che è antilipolitico, con conseguente peggioramento degli inestetismi provocati da un’eventuale cellulite.

Quale esercizio? Anche per quanto riguarda l’esercizio fisico, è importante scegliere quello giusto per far sì che venga stimolata la perdita di grasso corporeo, la perdita delle adiposità localizzate e il mantenimento della muscolatura. Molte persone credono che sia necessario lavorare molto sulle gambe stesse, per esempio facendo cyclette, facendo spinning, zumba, tutte attività che richiedono uno sforzo eccessivo degli arti inferiori, eccessivo rispetto a quello che il corpo richiederebbe per attivare i processi che portano all’aumento del tono muscolare.

In particolare, quando si fa un’elevata e continua attività fisica, cosa succede? Si crede di perdere peso, di perdere grasso corporeo, ma in realtà in quel momento si va in restrizione energetica e il tessuto adiposo, cerca di preservare sé stesso. Come se non bastasse, quello che può succedere è che più di un aumento, o almeno un mantenimento del tono muscolare, si ha una perdita del tono muscolare per degradazione proteica e quindi se ho cellulite ho un aggravamento della stessa.

Dunque sicuramente no a diete restrittive e ad allenamenti massacranti il tutto porterebbe ad una degradazione proteica, quindi perdita del tono muscolare, aumento di lattato e cortisolo che sono fattori pro-infiammatori ed essendo la cellulite caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico, uno stile di vita di questo tipo, porterebbe ad un peggioramento della cellulite stessa.

 

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Svolge attività di Biologa Nutrizionista. Consegue l’abilitazione all’esercizio della professione nel 2011 e si iscrivo all'ONB (Ordine Nazionale dei Biologi). Laureata in Biologia (curriculum Nutrizione) nel 2011 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si perfeziona in “Educazione alimentare e prevenzione delle malattie dismetaboliche” nel 2011. Nel 2015 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Biologia Avanzata presso la stessa università. L'attività di ricerca svolta dal 2009 è oggetto di diverse pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e di diverse comunicazioni a congressi nazionali ed internazionali. Fornisce supporto didattico teorico-pratico durante il Corso di Organo adiposo e Regolazione del peso corporeo e durante il Corso di perfezionamento annuale in: “Educazione alimentare e prevenzione delle malattie dismetaboliche” (Dipartimento delle Scienze Biologiche, Sezione Fisiologia e Igiene dell’Università degli Studi di Napoli "Federico II"), con seminari introduttivi ed esercitazioni pratiche relative alla valutazione dello stato nutrizionale e della massa grassa mediante l'utilizzo dell'antropometria (standardizzazione di peso, altezza, circonferenze), plicometria, impedenziometria. Arricchisce continuamente la sua formazione con corsi e seminari specifici sulla Nutrizione fisiologica e patologica nelle sue varie forme.