Europei 2016, il punto sul gruppo E

La nazionale italiana si prepara al debutto del 13 Giugno con grande umiltà e con particolare attenzione. Inserita nel Gruppo E con Belgio, Svezia e Eire, la squadra di Conte dovrà sudare parecchio per conquistare il passaggio al turno successivo. Apprestiamoci a conoscere le avversarie dell’Italia

Insieme al girone dell’Inghilterra e a quello della Spagna, il Gruppo E del campionato europeo di calcio si appresta ad essere uno tra i più vivi dal punto di vista delle emozioni e sul piano dell’intensità; formato da Italia, Belgio, Svezia ed Eire, il quinto raggruppamento di Euro 2016 prenderà il via Lunedì 13 Giugno con la gara tra Robbie Keane e Zlatan Ibrahimovic e concluderà la prima giornata con la sfida serale tra gli azzurri di Antonio Conte e il Belgio di Hazard e De Bruyne. Prepariamoci ad osservare più da vicino le avversarie della nostra nazionale in questo girone.

BELGIO. Il Belgio, indicata da tutti come la squadra più quotata all’interno del Gruppo E come la favorita, risulta essere anche una seria candidata alla vittoria della competizione per via dei giocatori di assoluta classe e capacità che ne fanno parte. I diavoli rossi, così come gli uomini di Marc Wilmots sono definiti, si trovano al momento ai vertici della classifica stilata dalla FIFA in merito al Ranking mondiale, anche se non hanno mai trionfato a livello internazionale; la migliore prestazione, infatti, del paese confinante con Germania e Paesi Bassi è datata 1980, quando si classificò secondo agli Europei disputati in Italia, in virtù della sconfitta in finale contro i tedeschi di Hrubesch.

La nazionale belga, una delle favorite alla vittoria finale.

Il Belgio è una squadra solida e compatta, che negli ultimi anni ha puntato molto sui giovani prendendosi delle belle soddisfazioni ed allestendo un organico invidiabile in tutto il mondo; la compagine di Wilmots può contare su personalità del calibro di Hazard, De Bruyne, Lukaku e tanti altri giovani militanti nei maggiori campionati internazionali. Proprio i tre giocatori citati in precedenza rappresentano l’arma in più di una rappresentativa decisa a puntare in alto, con Hazard e De Bruyne considerati appena un gradino al di sotto di Messi e Ronaldo; i due talenti belgi sono in grado di creare scompiglio nell’area di rigore avversaria, in quanto sono capaci di saltare facilmente l’uomo grazie alla loro velocità e di risolvere la gara da soli, con una giocata individuale o un’invenzione verso i compagni.

Ma non è finita quì, perché i diavoli rossi sono ben strutturati anche in mezzo al campo, dove troviamo giocatori di grande temperamento, prestanza fisica e buona duttilità, oltre ad una eccellente abilità palla al piede: tra questi ricordiamo Nainggolan, il “Ninja” della Roma, Witsel dello Zenit, Dembélé del Tottenham e Fellaini dello United, tutti giocatori di grandissima caratura tecnica e tattica. La linea difensiva, costretta a rinunciare ad uno sei suoi leader, il centrale del Manchester City, Vincent Kompany, risulta comunque caratterizzata da una certa intesa e solidità grazie ad elementi come Vermaelen o Vertonghen, anche se rispetto agli altri reparti è quella che racchiude i maggiori punti deboli. In porta ci sarà Courtois, estremo difensore del Chelsea, uno tra i migliori in circolazione, al momento, nel suo ruolo.

Il tecnico belga dovrebbe schierare un 4-2-3-1 contro la nazionale italiana, con i seguenti 11: Courtois, Vermaelen, Vertonghen, Denayer, Alderweireld, Nainggolan, Witsel, Fellaini, De Bruyne, Hazard, Lukaku. Un modulo di gioco, quello ormai consolidato e provato più volte da Wilmots, che garantisce protezione al pacchetto arretrato grazie al grande lavoro, in mezzo al campo, dei tre centrocampisti, i quali hanno anche il compito di far ripartire l’azione; a quel punto il pallino del gioco passerà dai piedi dei fantasisti presenti nella zona avanzata del terreno di gioco, chiamati a pungere e creare apprensione alle retroguardie avversarie.

La punta di riferimento sarà con tutta probabilità Lukaku, ma attenzione a Benteke e Batshuayi, uomini di elevata forza fisica e ottimi rifinitori.

Il fuoriclasse svedese Zlatan Ibrahimovic.

SVEZIA. Il Gruppo E prosegue con la nazionale svedese e quando si parla dei gialloblu è d’obbligo concentrare l’attenzione su uno dei più grandi fuoriclasse dell’intero panorama calcistico: Zlatan Ibrahimovic. Il 34enne capitano svedese e capocannoniere assoluto con 62 reti all’attivo è l’unico calciatore ad aver vinto 13 campionati in 4 leghe differenti, ed è pronto, ancora una volta, a caricarsi la squadra sulle spalle per ottenere un importante risultato in questa competizione.

La Svezia è soprattutto Zlatan Ibrahimovic, ma non solo; i ragazzi guidati dal selezionatore Erik Hamrén sono molto fisici e insidiosi soprattutto nelle palle da fermo, dove possono facilmente far prevalere la loro prestanza fisica e la loro abilità nel gioco aereo. Il reparto sicuramente più interessante è il centrocampo, con il trio composto dall’esperto Kallstrom e dai giovani Albin Ekdal e Hiljemark, desiderosi di far bene dopo le notevoli prestazioni delle ultime stagioni nei rispettivi club. Il pacchetto arretrato, privo dell’infortunato Antonsson, si affida al veterano Granqvist e al portiere Isaksson, vera e propria bandiera della nazionale gialloblu. In fase offensiva, oltre Ibra, troviamo Berg e Guidetti, giocatori di ottimo talento.

Questi i possibili 11 della gara d’esordio contro l’Eire, che scenderanno in campo con un probabile 4-4-2: Isaksson, Granqvist, Olsson, Lindelof, Durmaz, Kallstrom, Hiljemark, Ekdal, Ibrahimovic, Guidetti, Berg.

Nella sua storia, il miglior risultato raggiunto dai gialloblu risale al campionato del mondo del 1958, organizzato proprio in terra scandinava, dove però i padroni di casa si dovettero arrendere, in finale, al Brasile di Pelé; da ricordare, inoltre, anche l’ottimo piazzamento all’Europeo del 1992, dove la Svezia riuscì ad entrare tra le prime quattro, raggiungendo la semifinale. Sempre in ambito storico, non si può non celebrare uno dei maggiori bomber della storia del calcio, il “Pompiere” Gunnar Nordhal, il quale realizzò la bellezza di 469 gol in carriera.

IRLANDA. La terza avversaria dell’Italia, racchiusa nel Gruppo E, è l’Eire, una compagine che punta essenzialmente sulla grande forza fisica e sull’esperienza di veterani del calibro di Robbie Keane, uomo record della nazionale irlandese, con un bottino di 136 presenze e 65 reti, che fanno di lui l’uomo di maggior spicco nella storia dei verdi.

I giocatori più interessanti sono i calciatori dell’Everton, Coleman e McCarthy, il primo esterno destro di difesa e il secondo interno di centrocampo; il selezionatore irlandese Martin O’Neill può fare affidamento anche sui veterani Given tra i pali e sull’esperto difensore centrale John O’Shea. In fase avanzata il tecnico dei verdi punterà sulla freschezza dei trequartisti Walters, Hoolahan e Hendrick, i quali agiranno a supporto dell’unica punta Long, autore di dieci reti con la maglia del Southampton in questa stagione.

I possibili 11, dunque, dovrebbero essere: Given, O’Shea, Coleman, Clark, Ward, Whelan, McCarthy, Walters, Hoolahan, Hendrick, Long. Il modulo di gioco sarà il 4-2-4-1.

Nella sua storia, il massimo risultato raggiunto dall’Irlanda risale al Mondiale di Italia ’90, quando approdò fino ai quarti di finale; alle fasi finali dei campionati europei, la compagine appartenente al Gruppo E ha partecipato in sole tre edizioni, tra le quali rientra quella di Francia 2016 che sta per partire. Nelle due precedenti è stata eliminata alla fase a gironi.