Fotografo freelance liberato dal regime siriano

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Il fotografo freelance americano, Kevin Patrick Dawes, è stato liberato dal regime siriano di Bashar al Assad, dopo una detenzione lunga 4 anni

Era il 2012 quando il fotografo freelance Kevin Patrick Dawes, di anni 33, varcava la soglia della Siria.

Il suo intraprendente viaggio, volto probabilmente a immortalare la all’epoca neonata guerra civile, fu bloccato all’ingresso del Paese dalla Turchia per poi finire nelle mani del governo centrale di Damasco.

La notizia proviene direttamente dal Washington post, dopo un lungo periodo di trattative tra la capitale Usa e il governo di Damasco.

Il fotografo freelance di San Diego, durante questi lunghi anni di detenzione ha vissuto in balìa della speranza che qualcuno si ricordasse di lui.

Solo nell’ultimo periodo, a trattative concluse, gli è stato possibile comunicare con la famiglia e ricevere dei pacchi.

Kevin P. Dawes, non è di certo l’unico fotografo nella storia che ha scelto di mettere a repentaglio la propria vita per mettere a nudo la crudeltà della guerra.

Una vita messa a servizio della verità e del giornalismo, quello privo di finzione virtuale e di caccia al “like”, un giornalismo che sa di storie amare e vere, cruente e pericolose, che dicono l’assurdità della vita uscendo dai bordi di una tastiera.

“La guerra è come un’attrice che invecchia. È sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa.” diceva il celebre fotografo Robert Capa, e infatti K.P. Dawes è sì figlio di San Diego, ma è soprattutto figlio dei suoi maestri che come lui nella storia sono andati in guerra stringendo tra le mani non un fucile, ma un vero obiettivo.