“Gli anni più belli”, testo e significato del brano di Claudio Baglioni



festival di sanremo

“Gli anni più belli”, il nuovo singolo di Claudio Baglioni, ha dato il titolo al nuovo e attesissimo film di Gabriele Muccino che sarà nelle sale cinematografiche dal 13 febbraio 2020

Si intitola “Gli anni più belli” il nuovo emozionante singolo di Claudio Baglioni. La canzone dà anche il titolo al nuovo film di Gabriele Muccino, che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane dal 13 febbraio 2020 ed è anche una delle 12 tracce che comporranno il nuovo album di inediti del cantautore previsto per la prossima primavera.

12 come le serate di Dodici note‘. Baglioni sarà alle Terme di Caracalla a Roma per ben 12 concerti a giugno 2020, in cui tutti i suoi classici verranno presentati per la prima volta in un’inedita e raffinata dimensione classica: grande voce, solisti d’eccezione, grande orchestra e coro.

Il brano è dominato prevalentemente da un sentimento di malinconia e nostalgia, in grado però di far spuntare un sorriso perchè ci fa riaffiorare i ricordi degli “anni passati”. Chi ha abbandonato da tempo (o da poco) la “meglio gioventù” non può non rispecchiarsi nel testo.

NOI” … “con le ferite dei duelli, le spalle di fardelli, che abbiamo spinto il cuore a battere per noi, che siamo stati lupi e agnelli… e abbiamo chiesto al cielo di ridare a noi gli anni più belli“, è un grido alla speranza, perchè nonostante tutto ci si può, e ci si deve, sempre rialzare, anche quando riportiamo “le ferite dei duelli“, perchè sono proprio quelle a renderci unici e invincibili.

TESTO

Noi che
sognavamo i giorni di domani
per crescere
insieme mai lontani
e sapere già cos’è un dolore
e chiedere
in cambio un pò d’amore

Noi
occhi di laguna, noi
ladri di fortuna, noi
cavalieri erranti della luna
noi
una bufera di capelli
in aria a far castelli, noi
che abbiamo urlato al vento
per cantare

Noi

gli anni più belli noi
in una fuga da ribelli
un pugno id granelli noi
che abbiamo preso strade per cercare in noi
gli anni più belli

Noi che
volevamo fare nostro il mondo
e vincere
o andare tutti a fondo
ma il destino aspetta dietro un muro
e vivere
è il prezzo del futuro

Noi
guance senza fiato, noi
labbra di peccato, noi
passeggeri persi nel passato
noi
una rincorsa di ruscelli
tra nuvole e gli uccelli, noi
che abbiamo visto il sole accedere su noi

noi
una promessa da fratelli
tra lacrime di ombrelli noi
che abbiamo udito il mare piangere con noi
gli anni più belli

E quel tempo è un film di mille scene
non si sa com’è la fine
se le cose che ci fanno stare bene
sono qui
proprio qui
forse no, forse si
sempre qui
e siamo noi
ancora quelli

Noi
con le ferite dei duelli
e spalle di fardelli noi
che abbiamo spinto il cuore a battere per noi
gli anni più belli

Noi
che siamo stati lunghi agnelli
con l’anima a brandelli noi
che abbiamo chiesto al cielo
di ridare a noi

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